Gasperini attacca dopo Como-Roma: polemiche sull’espulsione di Wesley e sul mancato saluto a Fabregas. Il tecnico critica arbitro e comportamenti del Como.
Gasp e Fabregas, Fabregas e Gasp, un po’ come Luciano e Max. Come quel 13 gennaio 2023 quando Spalletti rincorse Allegri per farsi stringere la mano dopo la sconfitta della Juventus per 5-1 al Maradona. Cambiano gli interpreti, per la gara tra Como e Roma, ma non cambia lo scenario di polemiche e tensioni di fine gara. La decima sconfitta stagionale dei giallorossi induce Gasperini a volar via dopo il fischio di Massa, dritto negli spogliatoi e senza salutare il tecnico del Como. Nel post gara i due tecnici si sono sfogati ed accusati reciprocamente dinanzi alle telecamere.
Il rosso a Wesley che fa discutere
Il tecnico romanista, nel post partita di Como-Roma, ha puntato il dito soprattutto contro l’episodio dell’espulsione di Wesley, ma non ha risparmiato critiche anche per alcuni momenti chiave della gara e per il comportamento degli avversari.
Secondo Gasperini l’episodio decisivo della partita è stato il secondo giallo mostrato a Wesley. Un provvedimento che l’allenatore non ha condiviso e che, a suo avviso, ha cambiato l’inerzia della gara: “Wesley non commette fallo, si vede chiaramente. Si sposta addirittura per non prendere Diao, non è la prima volta che il Como ha queste situazioni. Sono anche situazioni cercate, un po’ troppo. Questo è diventato il calcio, oggi siamo coinvolti e non entro nel merito ma non mi piace e lo sapete. Non commento le immagini, sono chiarissime. E qui è già successo altre volte…”. L’allenatore ha ricordato anche altri episodi arbitrali che, a suo dire, hanno penalizzato la Roma nelle ultime settimane. “A Genova c’era un rigore clamoroso per andare 2-1 per noi, siamo sfortunati”.
Il caso del mancato saluto con Fabregas
Il tecnico spagnolo, d’altra parte, ha accusato l’allenatore romanista di non avergli stretto la mano dopo il fischio finale: “Non è stato un gesto sportivo. Quando finisce la partita, che io sia arrabbiato o felice, che abbia vinto o perso, vado sempre a stringere la mano all’allenatore avversario. È una questione di rispetto e sportività”.
Fabregas ha raccontato così l’episodio: “Sono andato per salutare, ma ho visto che Gasperini andava via verso il tunnel. Mi sono intristito, per come sono cresciuto io si va a dare la mano all’avversario anche se ti ha massacrato o se pensi che l’arbitro abbia sbagliato qualcosa”.
La replica di Gasperini è arrivata poco dopo tramite Ansa ed è stata piuttosto netta: “Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina”.
Il Como di Fabregas tra identità e polemiche
Il rapporto tra Cesc Fàbregas e diversi allenatori della Serie A non è dei più distesi. Già in Milan-Como il tecnico spagnolo fu protagonista di una trattenuta scorretta su un giocatore avversario in azione: Saelemaekers. Episodio che ha portato poi all’espulsione di Allegri ed a polemiche per una settimana intera.
Per non dimenticare di quando Fabregas andò al termine di Roma-Como (nel girone d’andata) a fronteggiare Mancini per comportamento antisportivo nel corso della gara. E, forse, sarà stato proprio questo il motivo per cui Gasperini si è rifiutato di stringere la mano al tecnico avversario. Perché lo spagnolo piace a pochi? Sia perché non si comporta da tecnico giovane ed emergente ma si porta perennemente dietro tutto il ricco curriculum da calciatore, sia probabilmente perchè c’è chi gli invidia la possibilità di comprare chi gli pare.

