La sconfitta ai playoff contro il Bodo Glimt si rifletterà sul bilancio del club e obbligherà Marotta a scelte dolorose come la cessione di uno dei leader della squadra
Quanto peserà l’uscita ai playoff di Champions League sul bilancio dell’Inter? Quali sarà la strategia di Beppe Marotta per rispettare i parametri imposti da Oaktree? L’eliminazione col Bodo Glimt rischia di impattare pesantemente sui piani del club, che avrà bisogno di realizzare delle plusvalenze e, quindi, di sacrificare almeno un big sul mercato. Ma qual è l’indiziato numero uno?
Inter fuori dalla Champions: i riflessi sul bilancio
Non sappiamo se il doppio schiaffo subito dall’Inter col Bodo Glimt lascerà il segno sul morale della squadra, ma di certo inciderà sulle strategie future del club, che dovrà fare a meno di un discreto ammanco in bilancio. L’eliminazione ai playoff di Champions League ha privato nell’immediato l’Inter di una ventina di milioni tra quota per il passaggio del turno e incassi degli ottavi al botteghino, ma guardando alla scorsa annata il danno potenziale è decisamente più alto: secondo quanto riferito da Repubblica, nella stagione 2024/25, che vide l’Inter arrivare in finale, i ricavi dalla Champions furono pari a 137 milioni, mentre quest’anno si fermeranno a 66.
Marotta a caccia di plusvalenze
Prima della gara di ieri Beppe Marotta ha minimizzato i problemi derivanti dall’eventuale eliminazione, poi verificatasi: “Anche se dovessimo uscire dalla competizione, economicamente non sarebbe un problema”. Un’affermazione vera solo in parte. L’Inter ha infatti risolto i problemi del passato – l’ultimo bilancio è stato il primo in attivo dopo anni – ma senza gli introiti della fase a eliminazione della Champions League Marotta sarà necessariamente obbligato a rivedere le strategie legate a mercato e monte ingaggi: la contrazione dei ricavi porterà quindi a trovare nuove risorse nel player trading. Per dirla in breve, nel prossimo calciomercato l’Inter avrà bisogno di plusvalenze.
Inter, Thuram sacrificato a giugno?
Ciò vuol dire che l’Inter dovrà cedere almeno uno, se non un paio dei suoi top player. Ma quali sono i principali indiziati per la cessione? Al momento, i nomi su cui Marotta e lo staff tecnico saranno chiamati a riflettere sono principalmente due: Marcus Thuram e Denzel Dumfries. Il primo ha un contratto ancora piuttosto lungo (scadrà nel 2028) e uno stipendio netto da 6 milioni di euro a stagione, tra i 4 più alti della rosa: anche a causa degli infortuni il suo rendimento in stagione è stato altalenante (ha comunque segnato 12 gol in 32 presenze) e con due giovani di grandi speranze come Pio Esposito e Yann Bonny in organico la sua cessione potrebbe non risultare così dolorosa. Il problema è trovare un acquirente pronto ad accontentare l’Inter, che lo valuta almeno 60/70 milioni di euro.
Inter, oggi Dumfries vale meno
Identica, un anno fa, era la valutazione di Dumfries, che per mesi aveva flirtato col Barcellona, non intenzionato però a spendere quella somma. Oggi, causa l’assenza di tre mesi per l’infortunio alla caviglia, il cartellino dell’olandese vale certamente meno: l’Inter lo sa e potrebbe accontentarsi di una cifra più bassa, ma sostituire in maniera definitiva Dumfries non sarà affatto facile. Sul piano tecnico, infatti, è complicato trovare un esterno con le sue caratteristiche e chi l’ha rimpiazzato finora, il brasiliano Luis Henrique, al momento non ha convinto.
Calhanoglu l’interista con più mercato
Marotta, alla fine, potrebbe essere quindi costretto a scegliere un altro big da sacrificare. La percentuale di cessione più alta pare essere quella di Hakan Calhanoglu, a cui i top club turchi, in particolare il Galatasaray, continuano a pensare. Il regista non è quindi solo il secondo interista per stipendio dopo Lautaro Martinez – il turco guadagna 6,5 milioni, come Barella – ma è anche l’uomo con maggiore mercato e quindi il principale indiziato all’addio.
Inter, rivoluzione e addio di Barella?
Ma chissà che l’Inter non decida di avviare una vera e propria rivoluzione rinunciando a chi, finora, era ritenuto intoccabile: il sacrificio di Lautaro Martinez appare improbabile, anche perché scatenerebbe una sollevazione popolare; a giudicare dalle reazioni al k.o. col Bodo Glimt, invece, l’eventuale addio di Nicolò Barella farebbe assai meno scalpore. La decisione spetterà a Marotta: scudetto o no, da qui alla fine della stagione tutti i leader nerazzurri saranno sotto esame.

