Il difensore ha parlato alla stampa francese dell’episodio nel derby d’Italia e della conseguente squalifica dovuta alla simulazione del nerazzurro
Pierre Kalulu non perdona Alessandro Bastoni: intervistato da L’Equipe, il difensore della Juventus è tornato sull’episodio dell’espulsione nella gara persa con l’Inter, causata dalla simulazione del difensore nerazzurro.
Inter-Juventus, Kalulu non perdona Bastoni
Pierre Kalulu avrebbe voluto dimenticare l’episodio dell’espulsione rimediata nella partita persa dalla Juventus contro l’Inter a San Siro, nata da un secondo cartellino giallo nato a causa della simulazione di Alessandro Bastoni. Il difensore francese l’ha spiegato in un’intervista concessa a L’Equipe nella quale ha fatto capire di non essere riuscito a gettarsi alle spalle quanto accaduto al Meazza e quindi di non aver perdonato il collega nerazzurro: oltre al rosso, infatti, Kalulu ha poi dovuto subire anche la squalifica del giudice sportivo.
Le scuse di Bastoni
Alla stampa francese Kalulu ha infatti raccontato di non essere riuscito a contenere la frustrazione per l’espulsione. “Ho spento il telefono per non alimentarla”, ha rivelato il difensore della Juventus, aggiungendo però una battuta che pare un’allusione alle scuse di Bastoni. “In tanti hanno parlato – ha detto poi Kalulu ma alla fine la squalifica è rimasta”. Tradotto: Bastoni si sarà anche scusato, ma alla fine a pagare sono stato io. “Meglio lasciarmi tutto alle spalle”, ha dichiarato il difensore bianconero, che poi non ha cercato alibi per il seguente crollo della Juventus a Istanbul, nell’andata dei playoff di Champions League.
“Ma non credo che questo (quanto accaduto a Milano, ndr) abbia influito sulla partita con il Galatasaray – ha aggiunto Kalulu -. Sembrerebbe che cerchiamo scuse, invece abbiamo sbagliato la partita”.
Gli attacchi dei tifosi sui social
E a proposito della deludente prestazione nella gara di andata contro il Galatasaray, Kalulu ha raccontato di aver evitato i social per non leggere gli attacchi dei tifosi. “Sono stato anch’io tifoso e so come funzionano le critiche – ha spiegato il difensore – . Sul momento c’è la frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire. Anche se ti criticano come persona, non va preso come qualcosa di personale. Non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no”.

