Il doppio schiaffo a Madama era stato messo in preventivo, perchè la società ha deciso di fare egualmente ricorso, sul web scoppia la polemica
Un doppio no nel giro di poche ore per la Juventus ieri: prima il ricorso per la squalifica a Kalulu respinto dalla Corte Sportiva d’Appello nazionale, poi la grazia chiesta e negata da Gravina. Tutti i retroscena di una decisione che continua a far discutere.
Il precedente di Lukaku
“Un atto di giustizia dovuto” aveva detto ieri Spalletti quando ancora non si conosceva la risposta del presidente della Figc. Il rosso a Kalulu nel derby d’Italia con l’Inter è stato vissuto così in casa-Juve, come una ferita lancinante che la revoca della squalifica avrebbe potuto in parte sanare. Niente da fare invece. A differenza di quanto accadde con Lukaku in Juve-Inter (il bomber nerazzurro, vittima di provocazioni ed insulti razzisti da parte dei sostenitori bianconeri, fu espulso ma L’Inter si appellò sulla seconda ammonizione comminata nel corso della partita e Gravina, utilizzando l’articolo 43 del Codice di Giustizia Sportiva, accolse il ricorso) la grazia è stata negata.
La mossa di Comolli
Perché Gravina ha detto no? Due le ragioni: la tempistica sbagliata e la considerazione che quello per Lukaku (come sottolineato anche all’epoca) fu un provvedimento “eccezionale”. C’era il rischio di creare un precedente pericoloso. La Juve però sapeva che le sue richieste sarebbero state respinte eppure ci ha provato lo stesso. Comolli ha voluto mettere la Figc davanti ai suoi errori pubblicamente, contribuendo ad ingigantire l’immagine di “vittima” dei bianconeri.
La rabbia dei tifosi
Il web è in fiamme: “E’ stata una palese mossa politica per mettere Gravina di fronte alle sue responsabilità e dimostrare tutta l’incoerenza e il doppiopesismo di questa federazione.” e poi: “L’hanno fatto solo per dire “all’Inter la danno e a noi no” e così possono piangere ancora per qualche giorno” e anche: “Non si crea alcun precedente dal momento in cui viene accertato che la seconda ammonizione è stata ingiustamente data. Si tratta anche di correttezza verso il giocatore coinvolto.”
C’è chi scrive: ” Ennesima iniquità in un sistema che ormai, palesemente, agisce con una doppia morale! Noi stiamo ancora aspettando le misure del giudice sportivo per i cori razzisti contro Mc Kennie della prima giornata…” e poi: “Non sarebbe stata neanche una grazia, ma un atto dovuto: Bastoni non si scusa ma ammette, Barella commette il fallo della prima ammonizione, di quale grazia si parla?” e ancora: “Gravina aveva graziato Lukaku, che invece si meritava la squalifica per aver festeggiato sotto la curva avversaria. È l’ennesima dimostrazione che non c’è equità e, senza equità, non può esserci vera competizione sportiva”.
La polemica divampa sui social: “Io penso che sia stata tutta una macchinazione di Kalulu che non sapeva come prendersi una giornata di riposo visto che non ha saltato una partita, così facendo, la Juve ha preso punti di simpatia verso il mondo arbitrale, sarà favorita in campionato e vincerà lo scudo, geniale!”, oppure: “La Juve sapeva esattamente come sarebbero andate a finire le due richieste e proprio per questo le ha fatte, per certificare il vergognoso doppiopesismo di Gravina &co., e per dire un po’ a tutti che è finita l’era della Juve che subisce tutto in silenzio” e infine: “Per creare il sentimento favorevole occorre un sistema mediatico efficace. La Juve su questo è a zero. L’Inter invece è riuscita senza problemi a ribaltare la narrazione, sostenuta da una macchina mediatica formidabile: media, giornalisti, opinionisti, politici e istituzioni”


