In estate il tecnico di Grugliasco ha rifiutato la corte di Comolli, preferendo il progetto dei Friedkin. Domenica all’Olimpico può volare a +7 mettendo nei guai i bianconeri
Il big match della 27esima giornata di Serie A va in scena all’Olimpico: Roma-Juventus, scontro diretto per la Champions. E gli occhi saranno puntati soprattutto su due allenatori, che sfidano il proprio passato. Se Luciano Spalletti torna nella Capitale, dove ha proposto un calcio fantastico, con l’acqua alla gola, Gian Piero Gasperini ha l’occasione di affondare il club che lo formato e forgiato come allenatore e a cui ha detto no la scorsa estate.
Roma, Gasperini e quel no alla Juventus
Prima di accettare la proposta della Roma, Gasperini era stato corteggiato proprio dalla Juventus. Non è certo un mistero: Comolli, il manager francese scelto da Elkann per ripartire dopo Giuntoli, aveva nel mirino il tecnico di Grugliasco, reduce dall’addio all’Atalanta dopo 9 anni meravigliosi e una storica Europa League, e Antonio Conte. Ma il doppio rifiuto dei due allenatori ha spinto l’attuale ad bianconero a proseguire con Igor Tudor, esonerato poi a fine ottobre dopo otto partite senza successo.
Alla luce dell’andamento delle due squadre, la scelta anche sorprendente di Gasperini si sta rivelando giusta. Perché nonostante qualche tensione col ds Massara per ragioni legate al mercato, a Roma sta andando benissimo: i giallorossi hanno raggiunto gli ottavi di Europa League mentre la Juventus è stato eliminata dai playoff di Champions, e in campionato la squadra della Capitale condivide il terzo posto col Napoli con quattro lunghezze di vantaggio sulla Signora.
La possibilità di affondare i bianconeri
Gasperini è cresciuto nella Juventus sia come calciatore, anche se la carriera lo ha portato in giro per l’Italia e soprattutto a Pescara, e poi come allenatore delle giovanili fino alla Primavera. Quindi la scelta di preferire il progetto giallorosso dei Friedkin e Ranieri a quello di un romantico ritorno ai piedi della Mole con Elkann e Comolli. Ventisei giornate dopo il no, Gian Piero – destino beffardo – ha anche la possibilità di affondare la Signora.
Perché un eventuale successo nello scontro diretto varrebbe il più +7 in classifica. E se vincesse anche il Napoli a Verona lo scenario assumerebbe toni drammatici per la Juventus. L’idea di affrontare un’annata senza la vetrina e gli introiti della Champions terrorizza la dirigenza bianconera, che rischia di dover rivedere i piani estivi di rilancio.
Spalletti, ritorno nella Capitale da dentro o fuori
Il futuro di Spalletti sembra – almeno stando alle recenti dichiarazioni di Chiellini e alle voci che rimbalzano da Torino – ancora a tinte bianconere. Ma dai 90’ più recupero dell’Olimpico la Juve si gioca gran parte del suo domani. Nello stadio in cui l’ex ct della Nazionale ha scritto poesia sul rettangolo verde prima di essere contestato dalla tifoseria per il controverso addio al calcio di Francesco Totti, l’allenatore di Certaldo sa di non poter sbagliare dopo la remuntada soltanto sfiorata col Galatasaray nel ritorno del playoff di Champions League.
Sfumati gli 11 milioni che la Uefa avrebbe versato nelle casse del club con la qualificazione agli ottavi, il quarto posto è un obiettivo da centrare a tutti i costi per assicurarsi i 60 milioni dell’Europa che conta e anche la possibilità di attrarre calciatori di livello come Bernardo Silva e Tonali, ovvero i nomi individuati per provare a colmare il gap dalle prime della classe.

