Entrambi espulsi da Lanese dopo lo scontro in un Pisa-Samp, il brasiliano denunciò: “Mi ha addentato un polpaccio”. L’altro replicò: “Non è vero niente”. Il Giudice Sportivo, salomonicamente, squalificò entrambi…
Cerezo denunciò: “Cuoghi mi ha morso un polpaccio”. Cuoghi rispose piccato: “Non è vero, non ho morso un bel niente”. Rimase forse una cicatrice, di sicuro un mistero. Vennero espulsi entrambi, Toninho e Stefano, perché nell’ammasso sudaticcio di corpi che si intrecciavano, l’arbitro Lanese – il signor Lanese di Messina – riconobbe un comportamento scorretto, anzi due. All’epoca dei fatti – 23 ottobre 1988, si giocava Pisa-Sampdoria – non c’era il Var, ma esistevano tante altre cose. Era appena stato inventato, per esempio, l’Mp3, il primo sistema di compressione audio-video e i benefici che da tale scoperta derivavano – la possibilità di archiviare più musica in poco spazio – avrebbero cambiato le abitudini delle generazioni a venire. Ma né Cuoghi e nemmeno Cerezo – e presumibilmente ancora nessuno degli altri venti colleghi in campo quella domenica – ne erano edotti.

