Il difensore dell’Hajduk sempre più vicino ai nerazzurri, che vogliono anche il talento della Dinamo Zagabria: qualità tecnica, costi e futuribilità le ragioni delle due operazioni
L’Inter del futuro potrebbe avere una coppia di difesa completamente costruita in Croazia: già vicino a Branimir Mlacic dell’Hajduk, Beppe Marotta sta avanzando anche nella trattativa con Leon Jakirovic, giovanissimo talento della Dinamo Zagabria. Alla base delle due operazioni tre ragioni: qualità, costo e futuribilità dei due croati.
Inter vicina a Mlacic
Ivan Perisic, Mateo Kovacic, Marcelo Brozovic e, oggi, Petar Sucic: negli ultimi anni l’Inter ha puntato frequentemente sul talento dei giocatori croati, sia acquistando calciatori già affermati – è il caso di Perisic – sia puntando su talenti emergenti come appunto Sucic, che Beppe Marotta prenotò già nello scorso mercato invernale, prima di acquistarlo a titolo definitivo in estate.
Questo trend è destinato a proseguire con l’acquisto di Branimir Mlacic, 18enne difensore dell’Hajduk che l’Inter sta trattando da giorni: l’accordo è vicinissimo, col giocatore che resterebbe in Croazia fino al termine della stagione per poi trasferirsi a Milano.
Jakirovic, il talento della Dinamo Zagabria
Insieme a Mlacic, però, l’Inter vorrebbe acquistare anche un altro talento croato, ancora più giovane. Si tratta di Leon Jakirovic, centrale classe 2008 della Dinamo Zagabria e punto di riferimento delle nazionali giovanili del suo paese. Secondo la stampa croata Marotta fa sul serio per il difensore, che potrebbe arrivare all’Inter grazie ad un investimento da 3 milioni di euro più bonus, per un totale di 5-6 milioni complessivi.
Perché Marotta spende in Croazia
Ma perché Marotta, dopo Sucic, è intenzionato a spendere ancora in Croazia? Le ragioni sono essenzialmente tre. La prima è relativa alla qualità dei settori giovanili di Hajduk e Dinamo, club che da sempre curano con grande attenzione la crescita dei propri giovani, concentrandosi principalmente sullo sviluppo tecnico dei giocatori, elemento che ormai viene sottovalutato nelle academy italiane.
Il secondo fattore è dato dai costi: il prezzo dei cartellini dei talenti croati è molto più basso di quello di giocatori di pari valore nati in altri paesi europei. Di conseguenza, c’è un vantaggio economico per l’Inter legato anche al terzo fattore, la futuribilità: i giovani croati hanno davanti a loro anni a sufficienza per migliorarsi e quindi per far crescere il valore del loro cartellino, permettendo così all’Inter di programmare plusvalenze importanti. Un elemento, quest’ultimo, di cui Marotta ha iniziato a tenere in seria considerazione dopo il passaggio del club nelle mani di Oaktree, la cui filosofia prevede appunto investimenti su giovani talenti le cui cessioni possano essere poi capitalizzate.

