Gattuso e le battaglie in panchina tra Pisa, Valencia, Napoli, Milan e Creta

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Da allenatore come da calciatore, Gattuso non ha paura di andare a muso duro. I bersagli? Commentatori, arbitri, avversari, situazioni precari. E non ne fa mai una questione di soldi. Anzi, a volte ce li rimette

Fin dall’iconico soprannome – Ringhio – il neo c.t. della nazionale rimanda ad un modo di porsi frontale, a muso duro, da “diciamoci tutto e diciamocelo in faccia”, con l’anima in spalla e il tackle, reale o verbale, in canna. Verrebbe da dire che lì dove c’è battaglia, c’è Gattuso. Nel mondo di Ringhio si combatte per l’idea di squadra, per un ideale virtuoso, per un diritto o un dovere, per una questione di principio, in difesa di qualcuno, attaccando qualcun altro – un collega, un giornalista, un presidente – perché così è. 

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