L’azzurro è stato scaricato dai parigini, che si sono coperti con l’acquisto di Chevalier. Dal ritorno in Serie A alle opzioni estere, fino alla permanenza a Parigi: ecco quale potrà essere il futuro del portiere azzurro
Venti giorni al tramonto del mercato, troppo pochi per immaginare una soluzione-lampo. Dieci mesi alla fine del contratto, un tempo troppo lungo per vedere Gigio Donnarumma libero di costruirsi un futuro lontano dal Psg. La clamorosa rottura sul rinnovo emersa nell’ultima settimana, l’acquisto di Chevalier dal Lilla e la sostanziale messa alla porta hanno scatenato le voci più disparate sulle scelte del portierone della nazionale italiana.
scenari
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La prima idea, la più romantica, porta a un suo ritorno in Serie A, ma la realtà dice che le nostre grandi non hanno la forza economica per mettersi al tavolo con la ricca proprietà qatariota e con l’ex Milan. In tempi anche recenti sia l’Inter che la Juventus ci hanno fatto un pensierino, ma le attuali condizioni di bilancio impediscono un’operazione del genere. Tanto più che sia i nerazzurri che bianconeri sono già coperti nel ruolo di portiere. Riesce più naturale, dunque, guardare alla Premier League. Lì, in particolare, il Chelsea e il Manchester United hanno delle problematiche da risolvere in tempi più o meno stretti. Ciò non basta, però, a immaginare una trattativa nel giro di poche settimane. In questa galleria indubbiamente la prospettiva più suggestiva per il numero uno azzurro è rappresentata dal Real Madrid, alle prese con un cambio di consegne generazionale inevitabile con il belga Courtois. Sullo sfondo Florentino Perez ci terrebbe a fare un dispetto ai rivali del Psg (magari a parametro zero). Tuttavia il precedente di Mbappé dimostra quanto siano precari i rapporti tra il club spagnolo e quello parigino. Il motivo per cui è difficile che in pochissimi giorni possano nascere trattative stringenti per un talento come Donnarumma.
gigio resta?
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Aggiungiamoci che è sempre più complicato trovare un posto adeguato per un portiere, considerato che in genere le società per questo ruolo fanno programmi quantomeno a medio termine. Attenzione, allora, alle inevitabili schermaglie legate a questa delicata vicenda. C’è evidentemente delusione nell’entourage di SuperGigio per le accelerazioni in negativo degli ultimi giorni, ma lui in particolare sta vivendo questa situazione con la serenità di sempre: forse la sua arma migliore, la qualità che gli ha permesso nel tempo di dimostrare tutto il suo valore. Nonostante il Psg punti a un cambio di maglia in tempi immediati, evidentemente la realtà dice che il giocatore preferisce guardarsi intorno senza la fretta di scegliere la prima soluzione al volo. L’esclusione dalla Supercoppa Europea mette al centro l’allenatore Luis Enrique. E questo è un passaggio fondamentale per leggere le prossime mosse. Donnarumma, infatti, potrebbe anche decidere di restare a disposizione dell’allenatore, accettandone le scelte tecniche: senza obiettare nulla. Del resto il suo atteggiamento in questi mesi è stato inappuntabile, non solo per il rendimento nel rettangolo di gioco. Mai una polemica, sempre costruttivo. Anche nelle sue ultime dichiarazioni sull’argomento ha sempre lasciato la porta aperta a un accordo. E senza pecche in condotta Gigio gioca questa partita con la coscienza a posto, anche agli occhi dell’opinione pubblica francese. Ovviamente tutto può cambiare in fretta, ma dal fronte del giocatore emerge grande equilibrio. A dispetto delle ultime contrarietà.
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opzione 2026
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In quest’ottica potrebbe aprirsi anche una fase di riflessione sino a fine anno. A quel punto con l’inizio del 2026 Donnarumma avrebbe la possibilità di accordarsi con un altro club a parametro zero. Ma soprattutto in questi mesi Enzo Raiola, il suo rappresentante, potrebbe stringere contatti più ponderati con i noti corteggiatori. È lo scenario più logico, anche se gli ultimi avvenimenti insegnano che a Parigi questa storia non ha solo una valenza tecnica. Ma chi ha davvero indicato pollice verso nei confronti di Gigio? Per quale motivo? La risposta a questi interrogativi probabilmente aiuterà a capire il finale della storia. Ora come ora tutto è campato in aria, nonostante le scelte estreme d’attualità.
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