L’esclusione del portiere dai convocati per la Supercoppa europea può creare problemi in vista delle sfide mondiali contro Estonia e Israele (5 e 8 settembre) in cui il ct esordirà sulla panchina azzurra
Donnarumma senza squadra è un controsenso e anche un piccolo grande problema per la Nazionale, a pochi giorni dal debutto mondiale di Gattuso. Non è difficile immaginare che il nuovo ct sia saltato sulla sedia per la rabbia, dovunque si trovi, leggendo la notizia della rottura improvvisa con il Psg. Il contrasto era nell’aria, ma non si pensava così traumatico. Il motivo? Il portierone azzurro avrebbe problemi con i piedi, in pratica non sarebbe ideale per una manovra moderna che alcuni allenatori come Luis Enrique pretendono passi per undici giocatori di movimento, anche se uno di loro indossa i guantoni (ma nessuno ignora che di mezzo ci siano anche questioni contrattuali). Cambia poco: oggi il nostro numero uno è un disoccupato.
Piedi e parate
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Di sicuro Donnarumma non è Neuer, ma ci siamo dimenticati che, quando s’è imposto nel Milan da giovanissimo, a sedici anni, si diceva che fosse il primo portiere italiano a usare i piedi con discreta qualità. Per Gattuso, semplicemente, Donnarumma non si può discutere, altro che costruzione dal basso. E comunque, come ha detto Gigi Buffon alla Gazzetta, va bene saper palleggiare per un portiere, ma la prima cosa è che sia bravo a parare. Nessuno lo fa meglio di Donnarumma: miglior portiere all’Europeo 2021, decisivo non soltanto ai rigori, idem nel 2024, anche se l’Italia s’è fermata in anticipo, ma senza di lui non avremmo superato il gruppo. Infine, quest’ultima stagione straordinaria culminata con la Champions che, senza Gigio, mai il Psg avrebbe vinto. Anche la finale del Mondiale per club persa. Donnarumma era come in trance negli ultimi tempi, mostruoso.
Indispensabile
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La verità è che Donnarumma può commettere qualche errore, come tutti, ma non fallisce le grandi occasioni. Tra i pali è quasi insuperabile. E Gattuso ha bisogno di lui perché, dal 5 settembre contro l’Estonia, dovremo vincere segnando tanti gol ma anche blindando la nostra porta. Questione di differenza reti, per sperare fino all’ultimo di giocare un brutto tiro alla Norvegia. Manca poco alle convocazioni del 29 agosto: il nuovo ct selezionerà 26/28 azzurri da una lista ampia, come faceva Spalletti, per avere a disposizione tutte le opzioni fino all’ultimo. Il nuovo ct ha avuto Donnarumma nel Milan per due stagioni e lo conosce bene: per lui è un leader indiscutibile, a 26 anni vanta già 74 presenze azzurre, è il terzo portiere della storia dopo Buffon (176) e Zoff (112).
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A Udine
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Non c’è dubbio che presto Donnarumma troverà una nuova squadra per giocare: per lui c’è la fila. E comunque, non dovrebbero esserci problemi di preparazione, e si spera neanche contraccolpi psicologici, nel breve periodo che separa la Supercoppa dal debutto di Gattuso in azzurro contro Estonia (5 settembre) e Israele (8 settembre). Il ct sarà a Udine in questi giorni per Psg-Tottenham: doveva vedere in azione Gigio oltre agli “spurs” Udogie e Vicario, quest’ultimo uno dei vice azzurri in porta assieme a Meret, Di Gregorio e Carnesecchi. Non è che Gattuso avesse bisogno di chissà quali conferme, ma presumiamo ora non avrà molta voglia di incontrare il suo collega Luis Enrique, poco ma sicuro.
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