Le ultime due settimane hanno macchiato la percezione sul futuro dell’ex ct: all’orizzonte un trittico di gare che darà un quadro più definito sul tema rinnovo.
Un febbraio al di sotto delle aspettative non scalfisce la fiducia che la Juventus ripone in Luciano Spalletti. Il lavoro svolto in questi quattro mesi dall’ex ct è evidente, con la squadra che ha ritrovato idee, coraggio e una fisionomia precisa. Anche in questo avvio di mese complicato, con risultati che parlano da soli, l’identità costruita in queste settimane suggerisce una squadra viva, seppur con alcune lacune evidenti.
La valutazione della società resta convinta del percorso intrapreso. Resta, però, anche una consapevolezza chiara: centrare la qualificazione alla Champions. Un obiettivo attualmente appeso a un filo ma che resta comunque il parametro fondamentale su cui sarà giudicato il lavoro dell’ex Napoli nei prossimi mesi.
Tra segnali di crescita e passi falsi
Lo sguardo resta rivolto alla Champions, perché la mano di Spalletti dall’arrivo a Torino è complessivamente positiva. L’allenatore ha rimesso in carreggiata la Juve, mettendola in condizione di giocarsi la qualificazione ai playoff: undici punti sotto la sua gestione, che si sommano ai due raccolti in precedenza con Tudor. Un bilancio certamente confortante, ma il giudizio resta ancorato ai risultati.
E nelle ultime due settimane il percorso si è complicato: eliminazione dalla Coppa Italia, pareggio contro la Lazio e le sconfitte con Inter e Galatasaray. Proprio il ko con i turchi è stato il segnale più pesante, per il passivo rimediato e per la chiara ripercussione sulla corsa agli ottavi di Champions, ora seriamente a rischio. Obiettivi minimi, questi, dichiarati dal club a inizio stagione, insieme alla qualificazione alla massima competizione per il prossimo anno.
Un trittico che vale il futuro
La posizione di Spalletti, dunque, non è al momento in discussione, ma i prossimi impegni diranno molto sul suo futuro. Il primo snodo è il ritorno in Champions contro il Galatasaray, dove servirà una vera e propria impresa per ribaltare il 5-2 dell’andata. Poi, la qualificazione nella prossima stagione alla massima competizione Europea che passerà da partite altrettanto pesanti, soprattutto ora che il quarto posto scricchiola più che mai.
Il calendario della Juve recita prima la sfida contro il Como, poi la gara con i turchi, e successivamente la Roma di Gasperini. Ed è proprio dopo l’impegno contro i giallorossi che si avrà un quadro più definito anche sul tema rinnovo, dossier presente sul tavolo di Damien Comolli.
Difesa in crisi, Spalletti cerca rimedi
L’imperativo per Spalletti e la Juve è ripartire dopo la batosta di Istanbul, una sconfitta che rischia di lasciare scorie e che inevitabilmente influirà sulle scelte tecniche in vista dei prossimi impegni. Le lacune più evidenti sono in difesa, con 13 gol subiti nelle ultime quattro gare che rappresentano un passivo pesante che va limitato con le risorse a disposizioni. Il passaggio alla difesa a tre non è escluso, ma anche confermando la linea a quattro serviranno accorgimenti, soprattutto in virtù degli infortuni di Bremer e Holm che complicano il quadro.
Problemi anche sugli esterni offensivi, con Conceicao che non convince e Zhegrova bocciato. Una possibile soluzione passa per l’avanzamento di McKennie, affiancato a destra da Boga, pur essendo quest’ultimo più a suo agio sul lato opposto. Resta poi il nodo centravanti. David potrebbe alternarsi proprio con McKennie, con lo statunitense che ha dimostrato di avere caratteristiche per ricoprire quel ruolo.
Anche davanti la coperta è corta, con Vlahovic ancora fermo e Openda che fatica a incidere. Una possibile alternative potrebbe essere Yildiz falso nueve, liberando la sinistra per Boga o l’adattamento di Miretti. Dunque, infortuni permettendo, Spalletti qualche soluzione può trovarla.

