“Credo che il nome del prossimo ct
sia l’ultimo dei problemi. Se non viene messo nelle condizioni
di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di
difficoltà. Nel 2006 c’era una generazione di fenomeni, che oggi
c’è. Bisogna prima creare i presupposti affinché un commissario
tecnico possa incidere radicalmente”. Così l’ex tecnico
dell’Italia Gian Piero Ventura commenta la situazione dopo la
mancata qualificazione ai Mondiali della nazionale guidata da
Rino Gattuso, parlando a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.
“Noi fummo eliminati da una squadra che poi arrivò quinta al
Mondiale – prosegue il ct ricordando la sconfitta con la Svezia
nel 2017 – ma subii attacchi personali, bisognava trovare un
capro espiatorio. Fu una violenza in alcuni casi anche gratuita,
ma ormai fa parte del passato. Di certo non mi riprenderei
quell’incarico. Non c’erano i presupposti allora, non ci sono
oggi. Chiunque siederà sulla panchina azzurra, incontrerà
difficoltà oggettive”.
“Un consiglio a Gattuso? È chiaro che sarà dispiaciuto, ti
senti responsabile per non aver raggiunto l’obiettivo – afferma
Ventura -. L’importante è che sappia di aver fatto il massimo.
Deve ripartire col suo lavoro, con la convinzione che quello con
la Nazionale è stato un brutto incidente di percorso ma che può
accadere nel calcio”.
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