“L’Atalanta che vorrei sempre è
questa. Spirito, unione, mentalità e aggressività: ho visto
un’Atalanta tosta, non dobbiamo più accettare gli alti e bassi.
In questo voglio un regalo dalla squadra lunedì con la
Cremonese”. Raffaele Palladino, commentando il 3-0 dell’Atalanta
alla Juventus nel quarto di finale di Coppa Italia, cerca
conferme anche dal prossimo impegno di campionato: “Quando
cadiamo nel tranello delle partite sulla carta meno impegnative,
sono io il primo responsabile. La squadra ha ampi margini di
miglioramento e lunedì voglio conferme”, rimarca l’allenatore
dei bergamaschi.
Il tecnico è soddisfatto dei suoi: “Abbiamo dimostrato di
poter essere competitivi e di tenere alla Coppa Italia: vogliamo
andare fino in fondo e provare a vincerla – prosegue -. Dietro
sono stati coraggiosi ad accettare i duelli. Davanti siamo stati
bravi a sapere quando attaccare. Abbiamo cercato di togliere il
possesso palla alla Juventus, De Roon ed Ederson in pressione
hanno giocato una grande partita, mi sono piaciuti i subentrati
Sulemana, Krstovic e Pasalic”.
Palladino parla anche da ex: “Sentivo questa partita in modo
particolare, giocavo contro il mio passato. Quando affronti la
Juve sai che affronti una mentalità vincente di chi vuole
batterti”. Il fattore ambientale viene visto come determinante:
“Lo stadio era una bolgia, ci siamo fatti trascinare dai tifosi
a cui dedichiamo la vittoria. Stiamo iniziando a leggere bene
nelle difficoltà della partita. Diamo sfogo al possesso palla
mettendo in difficoltà gli avversari”. Palladino elogia anche il
diciassettenne espulso a Como: “E’ la risposta che mi aspettavo
da Ahanor come da tutto il gruppo”.
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