come il conflitto Usa-Iran cambia lo sport. La posizione della Fifa sui Mondiali

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Anche il mondo dello sport piomba nel caos per quanto sta succedendo in Medio Oriente. Tra campionati sospesi e atleti bloccati a Dubai e Doha il domani è più che mai incerto

Anche il mondo dello sport risente del conflitto in corso in Medio Oriente. Dopo settimane di tensioni e un mancato accordo sul nucleare, Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran con l’operazione ‘Ruggito del Leone’ che ha portato alla morte del tiranno Khamenei. Teheran ha reagito colpendo basi americane in Medio Oriente e altri obiettivi degli alleati regionali, scatenando l’inferno nel Golfo. Calcio, Formula 1, tennis: lo sport piomba nel caos. Tra campionati sospesi e atleti bloccati a causa dei missili che hanno colpito pure Doha e Dubai e che hanno portato allo stop dei voli, il domani è più che mai incerto. E un nuovo caso rischia di minare i Mondiali nordamericani ormai alle porte.

La posizione della Fifa sui Mondiali: cosa succede all’Iran

Se nella giornata di ieri era emersa la notizia della possibile esclusione dell’Iran tra le 48 selezioni del Mondiale XXL che andrà in scena in Stati Uniti, Messico e Canada con immediate e inevitabili voci di ripescaggio dell’Italia, oggi lo scenario sembra diverso, o almeno non così scontato. L’Iran, inserito nel Gruppo G con Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto, potrebbe non esserci, stando alle dichiarazioni del presidente della Federcalcio Mehdi Taj, secondo cui la partecipazione della nazionale alla rassegna iridata sarebbe “improbabile”.

Ma, come riferito da Usa Today, la Fifa sarebbe intenzionata a confermare le squadre che hanno staccato il pass per la Coppa del Mondo. L’organo presieduto da Gianni Infantino sta seguendo gli sviluppi “minuto per minuto”: ne ha parlato dal Galles il Segretario Generale della Fifa Mattias Grafstrom, che, almeno per il momento, non ha preferito prendere una posizione netta sulla questione. Questi Mondiali sembrano maledetti: dalle continue proposte di boicottaggio per le mire di Donald Trump sulla Groenlandia e la sua politica estera aggressiva all’escalation di violenza in Messico a causa della guerra dei narcos per l’uccisione di ‘El Mencho’, il signore della droga e capo del Cartello di Jalisco Nuova Generazione. No, proprio non c’è pace per la Coppa.

Il conflitto Usa-Israele-Iran ferma il calcio nel Golfo

Le notizie si rincorrono rapidamente. Il calcio alza bandiera bianca: stop ai campionati in Iran. Si fermano anche i tornei in Qatar, dove allena l’ex ct della Nazionale Roberto Mancini (Al Sadd) e dove gioca Marco Verratti (Al-Duhail), in Bahrain e in Kuwait.

Si ferma la Champions League asiatica, come annunciato dalla Asian Football Confederation (AFC): le partite di andata degli ottavi di finale fino al 4 marzo nella Regione Ovest sono rinviate a data da destinarsi.

La F1 preoccupata per il GP di Bahrain

Il Mondiale di Formula 1 scatterà l’8 marzo col Gp d’Australia, a seguire gli appuntamenti del 15 marzo e del 29 marzo in Cina e Giappone. Poi doppia tappa in Medio Oriente con le corse in programma in Bahrain il 12 aprile e in Arabia Saudita sette giorni più tardi.

A fare il punto è The Athletic, che riferisce come la Formula 1 stia tenendo d’occhio il conflitto, perché la parola d’ordine è sicurezza. E ricorda il precedente del 2022, quando il Gran Premio dell’Arabia Saudita era stato messo a repentaglio da un missile Houthi che aveva colpito un impianto petrolifero visibile dal circuito. Intanto sono stati annullati i test Pirelli sugli pneumatici da bagnato che avrebbero dovuto svolgersi questo fine settimana in Bahrain.

Tennis, i tennisti bloccati a Dubai e Doha

A rischio la partecipazione a Indian Wells di tennisti molto attesi come Daniil Medvedev e Andrey Rublev, ancora bloccati a Dubai. Ma non sono gli unici impossibilitati a lasciare il Paese per via della chiusura dello spazio aereo. Sono in attesa di capire come muoversi anche Griekspoor, Heliovaara, Patten, Arevalo e Pavic, per cui si sta muovendo l’ATP.

Da quanto si apprende, i tennisti sono ‘rinchiusi’ presso il Creekside Hotel, struttura ubicata nei pressi dell’aeroporto, mentre Medvedev è al Four Seasons. È invece bloccato a Doha, in Qatar, Holger Rune. Come spiegato da Aneke, madre e agente del danese attualmente infortunato, sono in attesa di notizie dall’ambasciata sulle possibili vie di fuga: nel frattempo attendono preoccupati nel loro hotel.

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