come Bodini, Alessandrelli, Nuciari, la solitudine del n.12

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Scompare a 77 anni l’ex estremo difensore azzurro, una vita in panchina a fare da vice a Carmignani e Castellini in un calcio che non c’è più

Sulla solitudine del numero uno tanto s’è scritto e s’è letto: il portiere come ultimo uomo che ha il compito di evitare un gol, una metafora della vita oltre che del calcio. Molto meno s’è parlato della solitudine del numero 12 nel calcio che fu, quello con i numeri dall’1 all’11 e con poche riserve destinate a giocare pochissimo. E con il portiere di riserva che rischiava (come quasi sempre accadeva) di passare tutta la vita in panchina anche cambiando squadra. E’ il caso di Pasquale Fiore, morto a 77 anni dopo una lunga malattia, ex portiere in seconda del Napoli negli anni 70-80.

Primo portiere di Napoli a vestire l’azzurro

Classe 1953, Fiore fu il primo portiere napoletano della storia ad indossare la maglia azzurra: dopo di lui Sepe (che però giocò pochissimo), Taglialatela (che era di Ischia) e Iezzo (che era di Torre del Greco). Fiore era napoletano doc, di Agnano, e aveva la faccia che avevano i giocatori ai suoi tempi. Due baffoni vistosi, capelli lunghi, un po’ corpulento come si evinceva anche dalle figurine. Perchè era assai raro vederlo in campo.

La moglie, Nives Bona, è venezuelana e di recente su Facebook aveva ringraziato un tifoso che aveva postato la foto del marito in campo prima di una partita (“Pasquale si è emozionato, grazie davvero, lui non usa i social, scrivo io in sua vece”).

Quando Zico lo scambiò per un magazziniere

Poche presenze nel Napoli in campo, solo tredici volte in prima squadra tra campionato e Coppa, in bacheca unTorneo di Viareggio vinto con la Primavera. Il suo debutto risale in Fiorentina-Napoli 3-1 nel 1975-‘76 di Coppa Italia subentrando a Favaro che aveva atterrato un avversario provocando un calcio di rigore, il tiro dal dischetto dello specialista Casarsa viene deviato da Fiore sul palo, ma la palla entrò in rete. Davanti a lui c’erano prima Carmignani e poi Castellini. Fiore era solo il 12esimo. Per giocare dovette andare alla Paganese. Fece il secondo anche all’Udinese prima con Vinicio e poi con Ferrari. In squadra c’era Zico che, si favoleggia, lo scambiò per un magazziniere.

Come lui Alessandrelli, Bodini e Nuciari

Nonostante tutto Fiore entrò nel cuore dei tifosi ed è tra i “dodicesimi” che più si ricordano. Come lui Alessandrelli e Bodini, portieri di riserva della Juventus chiusi per decenni dal mito Dino Zoff, o Giulio Nuciari, che detiene il record di panchine in Serie A: 333. Facce di un calcio che non c’è più.

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