Un talento che ha preferito la via del Portogallo per emergere: “Sembrava un robot, e la sua qualità maggiore è l’intelligenza in campo”, dice chi lo allenava. E prima delle partite, gli toccano anche le interrogazioni…
La storiella è sempre la stessa, cioè quella del giovane talento che fa le valigie, saluta l’Italia e se ne va all’estero. Spesso pure senza guardarsi indietro, perché l’altra storiella, ahinoi, racconta quanto altrove sia più facilitata – o comunque meno complessa – la scalata verso il calcio dei grandi. Prendete Luca Reggiani: due anni fa lasciava Sassuolo e il ragù di nonna per trasferirsi al Dortmund, oggi segna in Bundesliga e gioca in Champions League, a 18 anni appena compiuti. Se fosse rimasto in Italia, staremmo parlando di un giovane promettente del campionato Primavera o di un titolare di una big di Serie A? L’ultimo rimpianto di casa nostra si chiama Federico Coletta, 18 anni, romano de Roma, quartiere Collatino. Piccolo spoiler: il rischio che si trasformi in un Reggiani 2.0 è alto.

