chiesta grazia a Gravina per Kalulu, Spalletti chiede di giocare in 11 e di usare il dolore per riprendersi

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Il tecnico spera che i tre passi indietro servano per la rincorsa in vista delle prossime partite ma è ancora addolorato per quanto accaduto

Cinque giorni di (dis)ordinaria follia hanno cambiato alla Juve il presente e rischiano di minarne il futuro: dopo il ko di San Siro, condito di polemiche, veleni e squalifiche, quello di Istanbul in Champions fa riflettere la stagione di una luce opaca. Tutti i progressi (e le ambizioni) dei primi mesi made in Spalletti spazzati via, il bicchiere ora è mezzo vuoto e il domani sa d’incertezza. Con all’orizzonte il Como che, sia pur senza Nico Paz, non è proprio l’avversario ideale da affrontare in un momento difficile, l’ex ct prova a tenere unito l’ambiente.

La grazia chiesta a Gravina

la società bianconera ha presentato ricorso per la squalifica di Pierre Kalulu dopo il rosso nell’oramai noto contatto con Alessandro Bastoni che ha portato al secondo giallo e quindi al rosso al 42° minuto del primo tempo del Derby d’Italia. Ricorso però bocciato dalla Corte Sportiva d’Appello e squalifica confermata per il difensore francese. La Juventus però non è arresa e ha fatto richiesta di grazia per acclarata ingiustizia al presidente Gabriele Gravina. Un precedente recente esiste e riguarda proprio Inter e Juventus: nel 2023 lo stesso Gravina concesse la grazia in “via eccezionale e straordinaria” a Romelu Lukaku, attaccante all’epoca all’Inter che ricevette una seconda ammonizione per aver reagito a cori razzisti da parte dei tifosi della Juventus. (E’ un atto dovuto della società – ha detto Spalletti – perché si tratta di due ingiustizie evidenti, ha fatto bene la Juve”).

Alla prima domanda Spalletti, con la faccia ancora da cane bastonato, con lo sguardo rivolto spesso verso il basso, risponde dopo qualche minuto di silenzio, poi se ne esce con un mezzo sermone: “A volte riesci a percepire cose che però ti perforano lo stesso, sono ingiuste, devi decidere cosa fare di ciò che ti è accaduto, la reazione è un valore ma la consapevolezza della forza di una squadra che ti dice se puoi crescere davvero. Dobbiamo usare questo dolore come un elastico che ti carica e spinge per la prossima partita. Poi vedremo cosa riusciremo a fare”.

Il discorso alla squadra

Non ci sarà Bremer, David non è al meglio ma al di là di chi gioca occorre una svolta. “Dobbiamo cambiare registro” aveva detto a caldo: “Ci sono cose che si possono dire alla stampa e cose che non si possono dire, quando ho detto che serviva un atteggiamento diverso e che abbiamo fatto tre passi indietro ne ho parlato con i calciatori ma magari i tre passi indietro servono per fare la rincorsa ed avere un impatto forte nelle prossime partite. Quello che è sicuro è che non vorrei di nuovo vedere subito due gialli allo stesso giocatore , vorrremmo essere giudicati dopo una prova in 11. A volte bisogna ragionare meglio, ci siamo lasciato coinvolgere troppo emotivamente e non siamo stati bravi a nascondere qualche incertezza nelle ultime gare”.

Liquidata subito la polemica sul portiere (“non ha colpe particolari, le colpe sono di tutti e si continua con Di Gregorio”), Spalletti ammette che i prossimi 8 giorni possono essere decisivi per la stagione bianconera alla luce degli obiettivi poi si sofferma sul Como: “E’ una squadra forte con uno degli allenatori più bravi che abbiamo. Il mio rinnovo? Vi sta a cuore questa situazione? Non penso sia la soluzione che può far cambiare tutto, si può fare da parte mia, io cerco un campo da calcio con un pallone e calciatori intelligenti da allenare. Fosse davvero questa la necessità si colmerebbe subito”.

Juventus: chiesta grazia a Gravina per Kalulu, Spalletti chiede di giocare in 11 e di usare il dolore per riprendersi Ansa

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