Il bomber nel mirino della Premier, ma l’Inter prepara il rinnovo fino al 2031. Ingaggio raddoppiato e ruolo centrale nel progetto nerazzurro.
In estate al Mondiale per club mostrava i suoi primi muscoletti, ma ora Pio Esposito si è fatto grande in casa Inter. Era il 21 giugno quando il centravanti 20enne ha esordito con la maglia nerazzurra: quattro giorni dopo il suo primo gol ma, oggi, è ormai molto più di una promessa. Per l’Inter è già un patrimonio tecnico e simbolico su cui costruire il futuro. Il 2026 può essere l’anno della sua consacrazione definitiva, tra ambizioni scudetto in nerazzurro e sogni mondiali in azzurro ma occhio al mercato che incombe per super-‘Piombo’.
Sirene inglesi, risposta immediata da viale della Liberazione
Piace a tutti, dagli ex giocatori ed opinionisti ai tanti club in Italia come all’estero. I complimenti durante le interviste, le risposte caute del giocatore che mostrano un carattere serio e umile. E le prestazioni di Pio Esposito non sono per niente passate inosservate: il gol vittoria, segnato contro il Lecce, ha suscitato ancora più interesse da parte delle società.
Diversi sono i club di Premier League hanno iniziato a seguirlo con attenzione, inviando osservatori e raccogliendo informazioni in vista dell’estate. In casa Inter, però, la linea è chiarissima: Pio Esposito non è sul mercato. Beppe Marotta e Piero Ausilio lo considerano incedibile e hanno già avviato i contatti con l’agente Mario Giuffredi per blindarlo.
Rinnovo fino al 2031 e stipendio raddoppiato
L’obiettivo del club è estendere il contratto fino al 2031, con un sensibile adeguamento dell’ingaggio. Oggi Pio percepisce circa 1,1 milioni annui più bonus: la nuova proposta dovrebbe portarlo intorno ai 2,5 milioni, con la possibilità di salire ancora se il rendimento resterà su questi livelli. I colloqui entreranno nel vivo in primavera, ma la direzione è tracciata: l’Inter vuole trasformarlo in uno dei volti del proprio ciclo futuro.
Un’Inter convinta, una Nazionale che osserva
Non solo club. Anche in Nazionale il suo percorso è iniziato sotto i migliori auspici. Rino Gattuso stravede per lui e lo sta inserendo gradualmente nel gruppo azzurro, apprezzandone non soltanto le qualità tecniche, ma anche l’approccio quotidiano al lavoro.
Compagni e staff ne sottolineano spesso maturità, umiltà e disponibilità: elementi che pesano quanto i gol quando si parla di crescita ad alto livello.
Testa, cuore e radici ben piantate
Fuori dal campo, Pio Esposito ha sempre mostrato un profilo composto. Nessuna uscita fuori luogo, grande attenzione alle proprie origini e forte legame con la famiglia. Emblematiche le iniziative condivise con i fratelli Salvatore e Sebastiano: dal rilancio della scuola calcio Voluntas Brescia alla realizzazione di un campo sportivo nel quartiere Cicerone di Castellammare di Stabia. Un omaggio alle sue radici, rappresentate anche dalla maglia numero 94, ormai tra le più richieste dai tifosi.
“Piombo”: un soprannome che racconta il campo
Nello spogliatoio lo chiamano “Piombo”. Un soprannome che nasce dalla sua fisicità, ma anche dal modo in cui regge i duelli, occupa l’area e incide sulle partite. Dopo il gol al Lecce, Marcus Thuram ha urlato “Sì piombo!”, sintetizzando perfettamente ciò che oggi rappresenta.
A vent’anni appena compiuti, Esposito ha già assaggiato Serie A, Champions League e Mondiale per Club. Numeri e palcoscenici che raccontano un percorso accelerato, costruito senza scorciatoie. L’Inter lo sa. Ecco perché si prepara a blindarlo: per farne un pilastro tecnico, ma anche identitario. Un ragazzo diventato uomo sotto gli occhi del club, pronto ora a prendersi responsabilità sempre più grandi.
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