Dopo la scomparsa del patron si apre una nuova fase per i viola. Catherine Commisso e i figli dovranno scegliere se proseguire il progetto o valutare una cessione.
La morte di Rocco Commisso segna una svolta profonda nella storia recente della Fiorentina. Il patron, scomparso a 76 anni, lascia in eredità un progetto ambizioso e ancora incompiuto per certi versi. Ora il futuro del club è nelle mani della famiglia. Spetterà alla moglie Catherine decidere la strada da intraprendere, tra la possibilità di vendita della società o al contrario il consolidamento di una missione fortemente voluta dall’imprenditore italo-americano.
Una bandiera viola mai ammainata
Rocco Commisso non è mai stato un tipo arrendevole. Fino all’ultimo il patron aveva ribadito la volontà di restare alla guida della Fiorentina. Nell’intervista concessa a La Nazione l’11 dicembre scorso l’imprenditore americano aveva smentito ogni ipotesi di cessione, nonostante la classifica complicata. Parole forti, pronunciate mentre combatteva contro seri problemi di salute. Il presidente aveva sempre rivendicato la capacità di superare i momenti difficili. Una determinazione che lo ha accompagnato fino agli ultimi giorni.
Il bilancio di Commisso e la decisione della famiglia
Con la sua scomparsa, il destino del club passa ora alla famiglia Commisso. Rocco aveva acquistato la Fiorentina nel 2019 dai Della Valle per circa 170 milioni di euro. Sotto la sua gestione sono arrivate due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Trofei mancati, ma un progetto sportivo comunque rilanciato. Toccherà ora ai suoi eredi decidere se proseguire o aprire a nuovi scenari societari. Il momento attuale è certamente complicato, con la squadra a rischio retrocessione ma con l’arrivo di un dirigente esperto come Fabio Paratici nel tentativo di risalire la china. Delicata anche la situazione di Paolo Vanoli, comunque rincuorato dagli ultimi risultati positivi ma inevitabilmente sub iudice in un momento di grandi cambiamenti.
Il gioiello Viola Park e il grande rimpianto
Commisso ha lasciato un’impronta indelebile soprattutto fuori dal campo. Il suo capolavoro è il Viola Park, centro sportivo da 120 milioni di euro a Bagno a Ripoli. Un’infrastruttura unica in Italia, pensata per prima squadra, femminile e settore giovanile. Amaro invece il capitolo stadio, battaglia mai vinta e definita da lui stesso un fallimento. Un’eredità fatta di sogni, investimenti e grandi ambizioni.


