Nonostante la bufera e la sospensione preventiva per una partita a causa dei presunti insulti razzisti rivolti – nascondendo il labiale con la maglietta – a Vinicius Jr, l’attaccante del Benfica Gianluca Prestianni è volato insieme al Benfica verso Madrid. Il club lusitano ha presentato ricorso contro la decisione dell’Uefa, anche se non è detto che il responso arrivi entro la partita di ritorno dei playoff di Champions League di mercoledì sera, ma soprattutto si è schierato compatto al suo fianco.
E così hanno fatto anche i tifosi, che alla partenza della squadra dall’aeroporto di Lisbona lo hanno lungamente applaudito. A difenderlo è stato specialmente il presidente del Benfica, Rui Costa: “È evidente che questa situazione è scomoda per tutti – ha detto l’ex centrocampista, alla vigilia del play off di ritorno contro il Real-. Scomoda per il club e scomoda per il giocatore, che viene messo in croce. Ma vi assicuro che non si tratta di un giocatore razzista, altrimenti non rappresenterebbe già più il Benfica”.
Che ha poi difeso la storia del club: “Senza sminuire una situazione umana – ha proseguito – stiamo parlando di una situazione sul campo. E quindi questo non intacca minimamente ciò che è il Benfica come club inclusivo, come club antirazzista, che non permetterebbe mai di avere giocatori razzisti nella rosa. Questo è un punto che voglio chiarire bene”.
“Abbiamo una grande opportunità di fare un prima e un dopo nella lotta al razzismo”, ha detto da parte sua Arbeloa, tecnico del Real. “La Uefa, che è sempre stata una fervente sostenitrice di questa causa, ha l’opportunità di fare di più che limitarsi a offrire uno slogan e un bello striscione prima delle partite”, ha aggiunto. Non si è invece presentato in conferenza Mourinho, che da squalificato domani non sarà in panchina. “Non c’è perché ha subito un’ingiustizia”, le parole del suo vice Tralhao, dopo aver chiarito che non ci sarebbe stata risposta ad alcuna domanda sul caso Prestianni, dopo le parole del presidente, Rui Costa.
La difesa del Benfica, imperniata sulla storia del club, era già stato un argomento di Mourinho dopo il match di andata contro i ‘Blancos’, quello del fattaccio. Lo ‘Special One’ aveva citato l’eredità Eusebio, il più grande giocatore di sempre delle ‘Aquile’, nero e di origini mozambicane. Un artificio retorico che per molti commentatori era stato un tentativo maldestro di buttare la palla in calcio d’angolo, evitando di affrontare sul serio il tema del razzismo.
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