Gare d’andata delicate per le italiane. Guirassy spauracchio Borussia, il Gala ha un attacco super ma soffre dietro, Chivu sul sintetico contro i ragazzi terribili del Bodo
Come l’arbitro che divide i due pugili e li spedisce ai rispettivi angoli, nei punti più distanti del ring: l’Inter lassù in Norvegia, la Juve giù in Turchia. La rampante Atalanta se ne sta in mezzo, serena e beata, in Germania. Apriamo le finestre del campionato, lasciamo uscire i veleni e respiriamo qualche boccata di buona Europa, dove in genere i giocatori stanno in piedi e gli arbitri fermano poco la palla. Delle nostre tre caravelle di Champions oggi salpano Juve e Atalanta, domani l’Inter. Mare periglioso quello dei playoff che porta agli ottavi.
Juve
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Dal suo angolo, Spalletti ha attaccato comunque Chivu, per difendere Kalulu. Ironia della sorte, stasera se la vedrà con un altro (ex) interista, Okan Buruk, in nerazzurro dal 2001 al 2004. Okan non ha dimenticato il 5 maggio 2002, ma si troverà davanti una Signora ferita e furiosa, pronta a scaricare in campo la sua rabbia nel proverbiale inferno dell’Ali Sami Yen che la Juve conosce bene. Nel ’98 pareggiò durante la crisi Ocalan che arroventò lo stadio di spirito anti-italiano; nel 2013 fu beffata allo scadere da due altri ex interisti (Sneijder, Mancini) e da vigliacchi trattorini spalaneve che devastarono la metà campo della Juve. In questa edizione, nell’inferno di Istanbul ci ha lasciato le penne il Liverpool e l’Atletico Madrid ha pareggiato. I diavoli sono Osimhen e Icardi, più il primo (6 gol su 6 match di Champions) del secondo che pesa 8 chili di troppo. Ma Maurito ne ha segnati comunque 13 in campionato, 3 nell’ultima partita: è pronto per l’ex amico Spalletti, anche se partirà dalla panca. Dietro a Osi, un tridente affilatissimo: i nazionali Yilmaz (attento, Cambiaso…) e Yunus, veloci e talentuosi, e l’ex napoletano Lang. Nelle ultime 4 partite, il Gala ha vendemmiato 15 gol. In attacco i turchi inquietano, ma dietro allargano il cuore alla speranza. Mancano l’ex juventino Lemina (squalificato) e Gundogan è fuori condizione. Il leggero Gabriel Sara e il piccolo Torreira, ex viola, coprono poco e male la mediana (4-2-3-1), dove Locatelli e Thuram alzeranno la voce. E nel cuore della difesa sono piantati due corazzieri (Davinson Sanchez, Bardakci) che, presi in velocità, soffrono sempre. Anche per questo Spalletti ha scelto McKennie centravanti e punterà forte sulle ripartenze di Conceiçao e Yildiz, atteso dal magiaro Sallai, buon giocatore. Istanbul è uno snodo chiave per la Juve, staccata dalla Roma. Una prestazione confortante con ipoteca sugli ottavi darebbe la spinta per i prossimi tre impegni delicati: Como, ancora Galatasaray, Roma che sembra quasi uno spareggio. Al contrario, aggiungere un’altra delusione alla sconfitta con l’Inter, ai punti persi con la Lazio e all’eliminazione in Coppa Italia deprimerebbe pericolosamente l’ambiente.
Atalanta
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La Dea è arrivata a Dortmund surfando gli 8 risultati utili in campionato e la prestigiosa eliminazione della Juve in Coppa Italia. Nove anni di Gasp l’hanno resa immune dal timore del Muro Giallo. Otto anni fa l’Atalanta giocò un partitone, una doppietta di Ilicic ribaltò il vantaggio tedesco. Si arrese solo nel recupero (3-2). Palladino vuole vedere la stessa personalità, con un risultato migliore. Dopo 8 anni, l’anima è ancora De Roon, il nuovo totem offensivo è Scamacca che si giocherà un derby speciale con Serhou Guirassy: 18 gol in Champions su 62 tiri dal 2020. Nessuno ha una percentuale più alta. Scopo della Dea, tenere la palla lontana dal centravanti della Guinea e portarla dall’altra parte dove c’è una difesa in emergenza nera. A Nico Kovac mancano eccellenze quali Schlotterbeck, Emre Can, Süle… L’Atalanta deve osare.
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Inter
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Vediamo se oggi in conferenza Chivu risponderà dal suo angolo. Parlerà anche Bastoni, dopo i giorni più tormentati della sua carriera, tra accuse e minacce vergognose. Gli farà bene esprimersi e ancora di più, domani, scaricare in campo tutte le tossine e magari esultare, ma per un gol. Giocheranno anche Calhanoglu e Barella, squalificati in campionato. Solo metà della ThuLa, oggi sapremo di più. Ieri allenamento sul sintetico di Interello, oggi su quello di Bodo. Chivu teme giustamente le condizioni ambientali, troverà una decina di gradi sotto zero e un’euforia di popolo da finale di Champions. E, soprattutto, una buona squadra che ha battuto il City (3-1) nella sua tana, con splendido gol dell’ex milanista Hauge, e l’Atletico (2-1) a Madrid. La Juve a Bodo ha vinto solo al 91’. Per saperne di più, su cosa può rischiare un’italiana a quelle latitudini, chiedere referenze a Roma (1-6) e Lazio (0-2). Il Bodo Glimt salterà addosso all’Inter e non smetterà mai di correre, con l’entusiasmo della matricola invitata al grande ballo. Non basterà l’esperienza e la gestione. Contro la Juve, i nerazzurri hanno dimostrato di non essere in condizione brillante, come ha riconosciuto Chivu. Ha sofferto anche con l’uomo in più. Domani, il freddo, il tifo indemoniato, il terreno ostile, un avversario atleticamente prepotente imporranno una risposta prima di tutto etica: saper soffrire e lottare. Ripartire male da Bodo, con il Milan magari a -5, guasterebbe l’orizzonte.
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