Il gioiello firmato dal talento del vivaio non evita la sconfitta e l’eliminazione: gli azzurri chiudono la phase league addirittura al 30° posto. E il tecnico attacca la Lega
Trentesimo posto: questo il piazzamento finale del Napoli nella league phase di Champions League, un vero e proprio crollo per gli azzurri dopo la sconfitta per 3-2 col Chelsea al Maradona, partita che verrà ricordata anche per la perla di Antonio Vergara. E a fine gara Antonio Conte è tornato a prendersela con la Lega Calcio per la composizione del calendario di serie A.
Champions League: il Napoli al 30° posto
In pochi potevano immaginare che la Champions League del Napoli potesse essere così deludente. La sconfitta per 3-2 contro il Chelsea al Maradona ha condannato gli azzurri al 30° posto su 36 della league phase della massima competizione europea, un piazzamento che non può che essere etichettato come deludente per la squadra campione di casa, nonostante l’attenuante dei tanti infortuni che hanno trasformato la stagione dei partenopei in una costante emergenza.
Per intenderci: tra le 24 qualificate ci sono anche squadre praticamente senza storia nelle coppe come Qarabag e Bodo Glimt, ma tra le eliminate il Napoli, con 8 punti, è finito dietro anche a Pafos e Union Saint-Gilloise.
La perla di Vergara
L’unica nota veramente positiva della partita del Maradona è stata la definitiva consacrazione di Antonio Vergara: titolare per la quarta volta di fila a causa dei tanti assenti per infortunio – stasera Conte non aveva altri trequartisti o centrocampisti offensivi da schierare – il 23enne di Frattamaggiore ha giocato una gara da migliore in campo impreziosita dalla magia dell’1-1, segnato con un sinistro chirurgico dopo una veronica alla Zidane in area dei londinesi. “È il sogno di una vita fare gol al Maradona in Champions, ma non riesco a non pensare che non siamo passati”, il suo commento, da vero uomo squadra, a fine partita.
Il rimpianto di Conte
A fine gara Antonio Conte ha fatto ancora riferimento ai tanti infortuni che hanno impedito al Napoli di gestire serenamente il doppio impegno tra campionato e Champions League. “La Champions un disastro? I disastri sono altri, stiamo parlando di sport – il commento del tecnico degli azzurri – Ognuno cerca di fare del proprio meglio, in un anno e mezzo abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa. Bisogna andarci piano con le parole e fare le giuste valutazioni. Anche oggi abbiamo giocato senza 13 giocatori tenendo testa al Chelsea e meritando di più, giocando una partita di stampo europeo”.
I rimpianti di Conte, in realtà, sono per la partita precedente, il doloroso pareggio di Copenhagen, maturato col Napoli in vantaggio di un uomo per un’ora di gioco. “La partita del rimpianto è Copenhagen: eravamo non puoi non vincere quando sei sull’1-0 e con l’uomo in più, non poi concedere un rigore. Ci saremmo qualificati lì”.
Gli infortuni e l’attacco sul calendario
Stuzzicato sugli infortuni, Conte ha poi ricordato che le difficoltà del Napoli proseguono e ha puntato il dito contro la Lega Calcio e la formulazione dei calendari, ricordando che gli azzurri sarà di nuovo in campo sabato contro la Fiorentina. ”Io ho ancora energie, anche perché dobbiamo giocare dopo due giorni e mezzo. Vorrei capire chi sono i fenomeni che fanno il calendario: abbiamo giocato stasera e sabato alle 18 giochiamo di nuovo. Poi parlano di infortuni… ma se ne fottono altamente”.

