Nell’eventualità di un’esclusione o di una rinuncia, chi prenderebbe il posto della Nazionale di Teheran? La sostituzione con una selezione asiatica non sarebbe così scontata.
L’ultima volta dell’Italia ai Mondiali è datata 2014. Si giocava in Brasile e gli Azzurri, guidati da Prandelli e con Balotelli e Cassano in attacco, uscirono mestamente al primo turno in un girone comprendente Costa Rica, Uruguay e Inghilterra. Sembrava il punto più basso della storia recente del calcio italiano (già quattro anni prima, in Sudafrica, l’Italia campione in carica era stata eliminata subito), invece ci si è spinti ancora più in basso, in un baratro senza fine. Persino qualificarsi alla fase finale della Coppa del Mondo si è trasformata in un’impresa titanica, fallita miseramente in due circostanze: nel 2018 e nel 2022.
Mondiali 2026, il deludente cammino dell’Italia nel girone
Anche per l’edizione di quest’anno, in programma tra Stati Uniti, Messico e Canada, la qualificazione degli Azzurri è in bilico. L’Italia ha cominciato il girone con Spalletti e lo ha chiuso con Gattuso, finendo a sei punti dalla formidabile Norvegia di Haaland. Tra andata e ritorno con gli scandinavi, Donnarumma e soci hanno incassato la bellezza di sette reti, segnandone soltanto una a San Siro con Pio Esposito. Un match che, per conquistare il primato e il biglietto per la fase finale, gli Azzurri avrebbero dovuto vincere con nove gol di scarto e che invece hanno chiuso con un mortificante 1-4.
Ultima speranza: i playoff con Irlanda del Nord, Galles o Bosnia
Le premesse per i playoff di fine mese non sono propriamente incoraggianti. C’è da battere prima l’Irlanda del Nord in casa, poi una tra Galles e Bosnia in trasferta. Le squadre di vertice del campionato sono tutte fuori dall’Europa (Inter, Napoli e Juventus eliminate dalla Champions, il Milan alle coppe non ha neppure partecipato), mentre le superstiti (Atalanta, Roma, Bologna e Fiorentina) non brillano per la condizione dei propri campioni italiani. Cosa succederebbe se anche Gattuso, al pari dei suoi predecessori Ventura e Mancini, dovesse fallire la qualificazione per la terza edizione di fila?
Mondiali 2026: Iran a rischio, chi ne prenderebbe il posto?
L’escalation di tensione nel Medio Oriente potrebbe ridisegnare gli scenari. Finora dalla FIFA, sia pur ufficiosamente, si è fatto intendere che in caso di esclusione o rinuncia dell’Iran, coinvolto nel conflitto con Stati Uniti e Israele, il suo posto potrebbe essere preso da una Nazionale dell’AFC, la confederazione asiatica. L’Iraq, che a fine marzo dovrebbe giocare i playoff intercontinentali, potrebbe subentrare direttamente nel tabellone al posto dell’Iran nel girone G, comprendente Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Agli spareggi sarebbe invece riammessa la Nazionale degli Emirati Arabi Uniti, eliminata proprio dall’Iraq nel barrage di novembre.
Ripescaggio, tutto sarebbe in mano alla FIFA: e Infantino…
Fin qui rumors e dichiarazioni raccolte in via ufficiosa. In realtà il regolamento dei Mondiali dice altro. Un cavillo, il comma 7 dell’articolo 6, cambia tutti gli scenari: “Se una qualsiasi Associazione Membro Partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 26, la FIFA deciderà in merito a sua esclusiva discrezione e adotterà tutte le misure ritenute necessarie. La FIFA può decidere di sostituire l’Associazione Membro Partecipante in questione con un’altra associazione”. Insomma, tutto sarebbe lasciato all’arbitrio della massima organizzazione calcistica mondiale. Presieduta dallo svizzero Gianni Infantino, interista doc e che in più circostanze ha fatto sapere di “tifare” per l’Italia ai Mondiali.
Italia ripescata ai Mondiali? Il piano B per evitare la figuraccia
Insomma, non è mica detto che al posto dell’Iran – sempre che, come non ci auguriamo, Taremi e soci siano davvero costretti a rinunciare – possa essere ammessa “per forza” una Nazionale asiatica. Potrebbe toccare alla Nazionale messa meglio nel ranking in assoluto. Dunque all’Italia, se dovesse uscire sconfitta anche da questi playoff. Ipotesi campata in aria? Forse. Ma si tratta di un’eventualità che anche giornalisti e fonti assolutamente autorevoli cominciano a prendere in considerazione. Ne ha scritto, ad esempio, Xavier Jacobelli sul Corriere dello Sport. Italia ripescata ai Mondiali: il piano B per scongiurare l’ennesima figuraccia.

