
Il calciomercato offre sovente l’occasione di chiudere tutti gli spifferi d’aria lasciati aperti durante la sessione estiva e di rimettere in ordine le cose necessariamente da migliorare. Può accadere, però, che questi diventi l’opportunità di trasformare, di rivoluzionare, al fine di cercare un modo per sterzare quando le cose non sembrano voler andare per la direzione auspicabile in avvio.
La Sampdoria è l’esempio concreto di come gennaio può essere il momento giusto per rinnovare completamente la propria rosa e i propri orizzonti. I blucerchiati sono stati attivi dall’inizio alla fine, concludendo operazioni importanti in entrata come quella che ha visto l’arrivo di elementi importanti del calibro di Brunori o Esposito, lavorando, simultaneamente, anche sul fronte uscite, per ripianare le spese degli ingressi e sfoltire un già corposo monte ingaggi. Molti dei nuovi sono giunti in prestito, come molti degli uscenti; in tanti di questi casi è stato adoperata la soluzione del riscatto, in altri no: ma quanto è costata la rivoluzione blucerchiata in termini numerici?
- I nomi chiave: Brunori ed Esposito, tra prestiti e formule
- Da Begić a Pierini: un ricco mercato di titoli temporanei
- Le uscite: sfoltire a tutti costi l’ampia rosa
I nomi chiave: Brunori ed Esposito, tra prestiti e formule
Partiamo dal nome di spicco del mercato della Sampdoria, uno dei maggiori di tutta la Serie B: Matteo Brunori, giunto a Genova agli inizi di gennaio dopo diversi anni da protagonista a Palermo. Un’operazione importante dal punto di vista economico, con un prestito gratuito da 500.000 euro netti per sei mesi a favore del calciatore e una spesa di 80.000 euro al Palermo in caso di salvezza con almeno il 70% di presenze stagionali. All’attaccante italo-brasiliano andranno 5.000 euro per realizzazione fino ad un limite di dieci gol e un bonus da 100.000 per la permanenza in Serie B, a cui vanno aggiunti i 50.000 euro di commissioni.
La spesa più importante, tuttavia, riguarda il passaggio di Salvatore Esposito, già ai box per due mesi, arrivato dallo Spezia. Prestito oneroso sulla base di circa 750.000 euro e riscatto alla prima presenza ufficiale per 1 milioni di euro, a cui si aggiungono 500.000 per la salvezza e altri 300.000 qualora i blucerchiati dovessero raggiungere miracolosamente la promozione in Serie A. L’investimento porterà un’uscita di ben 9 milioni di euro tra acquisto e ingaggio, con contratto sino al 2031.
[iol_placeholder type=”social_instagram” id=”DUOerh0CJkx” max_width=”540px”/]
Da Begić a Pierini: un ricco mercato di titoli temporanei
La fase offensiva del club ligure ha subito incrementi importanti sino al termine del mercato. Partiamo con grado dal primo di questi: Tjaš Begić, esterno offensivo proveniente dal Parma con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 1,2 milioni di euro. I ducali avranno, inoltre, una percentuale di rivendita futura del 20%. Da una parte dell’Emilia Romagna all’altra, correndo in direzione Sassuolo, luogo di provenienza calcistica di Nicholas Pierini, uno che di Serie B e di promozioni se ne intende, giunto a Genova a titolo temporaneo per 250.000 euro con opportunità di permanenza in caso di versamento nelle casse neroverdi di circa 1 milione di euro.
Spostamento di pochi km dal capoluogo ligure per un altro ex Palermo, proveniente dallo Spezia, Edoardo Soleri, anch’egli in giunto prestito per 350.000 euro con riscatto fissato a circa 900.000 euro. Diversamente, i blucerchiati hanno acquistato a titolo definitivo il laterale destro Alessandro Di Pardo, per una cifra non dissimile dai 200.000 euro, dal Cagliari. Prestito con obbligo per Manuel Cicconi, autore di un’ottima prestazione all’esordio, proveniente dalla Carrarese; per lui un cui contratto pronto sino al 2029.
Tanti i prestiti in difesa, a partire dal Mattia Viti, di proprietà dei francesi del Nizza, la cui opzione d’acquisto dovrebbe essere non lontana dai 4 milioni di euro. Il reparto arretrato potrà contare di innesti importanti, grazie all’arrivo di altri due giovani: Tommaso Martinelli, portiere classe 2006, di arrivo dalla Fiorentina, con il quale ha esordito anche in Conference League, e Matteo Palma, 2006 centrale tedesco, di proprietà dell’Udinese.
[iol_placeholder type=”social_instagram” id=”DUVHi-ZCCyT” max_width=”540px”/]
Le uscite: sfoltire a tutti costi l’ampia rosa
Sfoltire per tagliare i rami più secchi, o almeno eliminare quella percentuale di elementi – alcuni arrivati con grande fama ed enormi attese – ,non brillanti in questa loro avventura genovese, per provare anche a sfoltire il ricco monte ingaggi, è stato l’imperativo del lavoro di Andrea Mancini e collaboratori. Il mercato in uscita della Sampdoria è stato attivo già prima del principio, negli ultimi giorni di dicembre, con il ritorno in madrepatria, alla corte del Las Palmas – attualmente militante ne La Liga 2 – di Estanis Pedrola. Lo spagnolo è stato ceduto in prestito con obbligo di riscatto a 1,5 milioni di euro in caso di promozione nella massima serie della squadra delle Canarie. Rientro in penisola iberica anche per Victor Narro, trasferitosi al Real Murcia con la medesima formula, che prevede la permanenza qualora il club dovesse raggiungere la seconda serie.
Ritorni alle due patrie d’origine per altri due elementi in uscita: il cipriota Nikolas Iōannou, passato al Pafos, formazione che ha disputato l’ultima fase a campionato della UEFA Champions League, a titolo definitivo, e Andrei Coubiș, andato ai rumeni del Universitatea Cluj sino al prossimo 30 giugno.
Una questione urgente, posta in essere da Il Secolo IX nei giorni scorsi, concerne la possibilità che la Sampdoria abbia optato per incentivi economici per alleggerire gli ingaggi in tre casi, quello riguardante il difensore Simone Romagnoli trasferitosi all’Empoli – il cui corrispettivo sborsato dai genovesi dovrebbe essere di 165.000 euro – , Leonardo Benedetti alla Virtus Entella – con compenso in favore della squadra di Chiavari di 175.000 euro – e Mate Ivković, mai passato al LASK – per 150.000 euro. Questo incentivo all’abbandono della maglia sarebbe dovuto ad un taglio alla rosa, per lasciare spazio a i nuovi arrivi, e ad un già menzionato ammortamento dei costi concernenti gli stipendi dei calciatori.
Ceduti altri tre giunti con grandi attese della vigilia, ovvero Giorgio Altare, rientrato a Venezia, con prestito concluso anzitempo, prima di essere rigirato al Pescara, Marvin Çuni, al Bari dopo la conclusione dell’acquisto temporaneo dai russi del Rubin Kazan, e l’ex Como Alessandro Bellemo, finito allo Spezia durante l’ultimo giorno di mercato. In Serie C, invece, i due giovani Stefano Girelli, alla Casertana sino alla conclusione della stagione, e Lorenzo Malagrida, al Livorno in via definitiva.

