Calcio, reportage, la battaglia di Legnano: il club di Gigi Riva ora riparte

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Stipendi non pagati e trasferte autofinanziate con l’ex patron che aveva fatto fallire l’Alessandria. Zoppi ha evitato il crac

Dal nostro inviato Francesco Pietrella

Legnano è una città felice abituata a battagliare in tutti i campi. Quasi un migliaio di anni fa alzò il ponte levatoio tenendo fuori Federico Barbarossa e tutto il Sacro Romano Impero, mentre la stagione scorsa ha tirato su le barricate per Enea Benedetto, l’ultimo proprietario del club che ha rischiato di far sparire il calcio nella città dove Gigi Riva dribblava anche le buche. 

Erano i primi anni Sessanta, il Legnano giocava in Serie C e un giovane “Rombo di Tuono” si affacciava al mondo del pallone. Oggi la sua gigantografia è appesa a lato della curva nord dello stadio “Giovanni Mari”, accanto a quella dei giocatori più importanti passati da Legnano, tra cui Paolo Pulici, Fontolan e Novellino. 

retrocessione

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Si può dire che Benedetto, 49 anni, nato a Torino e titolare del fondo di investimento Vectorium specializzato in criptovalute, ha ripreso il detto di Attila. “Dove passa lui non cresce più l’erba”. L’anno scorso ha acquistato il Legnano a inizio marzo da Emiliano Montanari – anche lui contestato, ci sono ancora delle scritte sui muri – e ha sfiorato il fallimento dopo la retrocessione. La seconda dell’anno, in fondo, perché Benedetto ha sradicato i fili d’erba anche ad Alessandria, presa a maggio 2023 e abbandonata all’ultimo posto nei mesi successivi dopo aver stravolto la squadra. A fine stagione i grigi sono retrocessi in Serie D con tre giornate d’anticipo e – di conseguenza – falliti. A novembre la società fu penalizzata di un punto a causa del mancato pagamento dei contribuiti Irpef. Ne arriveranno altri due. A dicembre 2023, infine, Benedetto ha ceduto le quote ad Andrea Molinaro, che il giorno della presentazione scagliò una freccia: “La vecchia proprietà ha creato dei casini. Per questo non abbiamo potuto pagare i dipendenti”. Due retrocessioni in dodici mesi. Un precedente mai visto.

si cambia

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 A marzo 2024 Benedetto ha preso le redini del Legnano con la stessa strategia già vista ad Alessandria: pagare i dipendenti in criptovalute. I giocatori si sono rifiutati e non hanno ricevuto i rimborsi per almeno cinque mesi. Chi ha vissuto la stagione racconta di promesse continue mai mantenute. Una sorta di “domani avrete gli stipendi, risolverò tutto”. Quel “domani” è diventato tra una settimana, tra un mese e alla fine mai. A farsi carico delle vertenze di tutti i giocatori, arrivati a più di 40, è stato Sergio Zoppi, l’attuale presidente del Legnano che si è fatto carico di una cifra a sei zeri estinguendo i debiti della gestione precedente.

L’annata scorsa è stata una delle più ombrose della storia dei lilla. Un club che vanta 69 partecipazioni a campionati professionistici, di cui tre in Serie A (l’ultima nel 1953-54). A settembre 2024 è arrivata la peggior sconfitta di sempre – 8-1 fuori casa contro il Caravaggio -, mentre l’anno scorso sono cambiati quattro allenatori: Raffaele Scudieri, l’ex Lazio e Foggia Roberto Rambaudi, Andrea Liguori e Gianluca Zattarin, che ha provato a navigare in un mare in tempesta. “Non è stato facile – racconta -, una situazione simile non l’ho mai vissuta. Ho provato a tenere in piedi la squadra durante gli allenamenti e senza rimborso per mesi. Sono contento che ora ci sia il presidente Zoppi, una persona onesta che ha salvato il calcio a Legnano”. I sette risultati utili di fila di Zattarin, in uno scenario dove la squadra si autofinanziava per andare in trasferta, sono valsi almeno i playout contro la Castellanzese, persi 5-0. L’ex vicepresidente dei lilla Davide Piccard annunciò di aver presentato un esposto per presunte irregolarità. “Siamo venuti a conoscenza di diversi elementi, testimonianze e prove documentali di possibili irregolarità consumatesi ai playout che coinvolgerebbero alcuni giocatori. Ci penserà la Procura”. 

il presente

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Il pallone continua a rotolare. L’ultima stagione tra i professionisti del Legnano risale all’annata 2009-10, quando perse la finale playoff di Lega Pro Seconda Divisione contro lo Spezia e poi fu radiata dalla Figc per gravi inadempienze finanziarie. Nel 2015 l’ASD Legnano 1913 ha rilevato il titolo sportivo e oggi gioca in Eccellenza come AC Legnano SSD. La rinascita è la chiave di una piazza che proverà a riveder le stelle scacciando i fantasmi. Legnano sa resistere. L’ha imparato perfino Federico Barbarossa.



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