Il Cagliari ospiterà all’Unipol Domus il Monza ultimo in classifica. Il lunch match contro i brianzoli è l’occasione perfetta per trovare punti salvezza per i sardi…
Dopo aver raccolto due punti nelle ultime cinque partite, nonostante la sconfitta di misura con la Roma, il Cagliari di Nicola deve dare un’accelerata alla sua classifica per provare ad allontanarsi dal terzultimo posto, ora distante quattro lunghezze. Il quindicesimo posto con 26 punti conquistati, per il momento, rappresenta ancora un margine rassicurante ma la gara casalinga contro il Monza (ultimo in graduatoria) è l’occasione perfetta per provare a tornare al successo che manca dalla gara interna col Parma.
Cagliari, Nicola prova a caricare la squadra
—
Davide Nicola ha presentato la sua gara da ex, tra Cagliari e Monza, in conferenza stampa: “A Roma abbiamo fatto una grande prestazione, senza fare troppi calcoli. Primi 3 mesi del 2025 che hanno visto come al solito il lavoro senza avere una settimana tipo, in base al calendario. Mesi intensi per tutti: la sosta serviva per staccare anche emotivamente, dopo la partita dell’Olimpico. In più abbiamo avuto la chance di recuperare gli acciaccati”.
Sugli infortunati: “Coman stringe i denti ma lo porto domani contro il Monza. Zappa e Luvumbo hanno lavorato con carichi variabili in queste due settimane. Da titolari o in corsa, sono a disposizione”.
Sugli avversari: “Prima volta contro Nesta. Conosce benissimo il calcio, bada al sodo e non si perde in fraseggi inutili. Il cambio recente sulla panchina del Monza ha portato degli accorgimenti. I brianzoli hanno una squadra esperta e giocatori di livello. Cambiato nella filosofia rispetto alla gestione Bocchetti che abbiamo sfidato nel girone d’andata. Lavorano bene di reparto, con buona compattezza generale”.
Sulla spinta dell’Unipol Domus: “Il nostro pubblico dovrà aiutare anche i nostri giocatori più giovani”.
Su Piccoli: “Una grande squadra, che però non ha spirito di sacrificio, difficilmente otterrà risultati: come ha affermato Carlo Ancelotti. Piccoli ama liberare la sua forza fisica negli spazi, in aiuto alla squadra. Non solo lui: Adopo, Felici, Luvumbo, Obert e Prati, per esempio, devono essere messi in condizione di dimostrare il loro potenziale pur dosando le energie”.
Sul modulo: “Siamo partiti con il 3-5-2 però elastico, perché si tratta di occupare una posizione in campo ma con gli adattamenti in corso di gara. Palomino ad esempio ha caratteristiche da ‘braccetto’. Però va considerato, nello spartito che si propone, che al di là degli elementi utilizzati possono variare le letture“.
Cagliari, Nicola: “Monza? Importante ma mancano altre partite”
—
Sulla gara da vincere a tutti i costi: “Ci sono ancora diverse partite davanti, non sappiamo quanti punti occorreranno ancora per raggiungere l’obiettivo. La prossima è sempre la gara più importante“.
Su Gaetano: “L’ho visto ancora più dentro, in queste ultime due settimane, nelle dinamiche della squadra considerando del problema fisico che ha e stiamo gestendo. Molto motivato e pure alleggerito, perché abbiamo trovato la quadra per gestire il tutto”.
Sul modo di giocare: “Si può allenare la capacità di rischiare la giocata, accrescere la personalità per cercare la conclusione, ad esempio. Bisogna accordare sempre la massima fiducia ai giocatori, e cerco di non tralasciare mai questo dettaglio. Mi dedico anche ad allenare quei dettagli in cui posso influire, per aiutare la crescita. Dispongo di giocatori con personalità all’interno del gruppo”.
Sui rientri dalla nazionale: “In difesa siamo un po’ corti. Obert non è disponibile: si porta dietro un problema di pubalgia, che si è riacutizzato con la Slovacchia. Mina è rientrato dopo aver giocato pochi minuti, tutto sommato, in Nazionale. Ha raggiunto ormai una certa condizione atletica, stabile e di ottimo livello”.
Sulla quota salvezza: “Non è un calcolo che faccio la quota salvezza, la faccio al limite a 2 giornate dalla fine. Noi vogliamo fare il massimo possibile di quello che possiamo fare”.
Sulle statistiche: “Sono utilissime e in alcuni caso fondamentali per oggettivare e non procedere solo con l’istinto. Oggettivare attraverso un dato è fondamentale. Ci sono tanti dati, non tutti sono utili. Utilizziamo quelli che sono confacenti al nostro tipo di lavoro, altri magari vanno studiati meglio. Quelli individuali, fisici e tecnici sono utili contestualizzandoli”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA