Bologna-Roma di Europa League, resta il divieto di trasferta per i tifosi giallorossi

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I residenti in provincia di Roma non potranno assistere alla gara d’andata in programma al Dall’Ara, come disposto dal Viminale. Sarebbe invece stata consentita la trasferta in Belgio in caso di sfida al Genk

Francesco Balzani

Collaboratore

Doppia beffa per la Roma in Europa League. Oltre al derby italiano col Bologna e alla parte più ostica del tabellone (dove albergano Aston Villa, Porto e Stoccarda) la squadra di Gasperini il 12 marzo al Dall’Ara dovrà fare a meno dei suoi tifosi.

La decisione di vietare tutte le trasferte ai residenti del comune di Roma, presa dal Viminale il 20 gennaio scorso, infatti vale per tutto il territorio italiano indipendentemente dalla competizione e non può essere messa in dubbio dall’Uefa. Di conseguenza nella gara d’andata degli ottavi di finale – a meno di improbabili revisioni – non ci sarà lo zoccolo duro del tifo romanista che invece sarebbe potuto partire senza problemi per il Belgio in caso di accoppiamento col Genk. Tra l’altro, a Bologna lo stesso giorno è in programma anche la sfida di Eurolega tra Virtus e Partizan Belgrado, altro match a rischio.

la decisione

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La decisione di vietare le trasferte, che riguarda anche i tifosi di Fiorentina, Lazio e Napoli, era stata presa dall’ Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive su provvedimento del Viminale. Le misure restrittive erano state adottate dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti lungo tratti autostradali, durante gli spostamenti verso gli impianti sportivi sede delle partite. Il 18 gennaio si sono scontrati ultras della Roma in viaggio per andare a Torino e ultras della Fiorentina che si stavano recando proprio allo stadio Dall’Ara di Bologna. La settimana successiva stesso copione, sempre in autostrada, dove a fronteggiarsi furono ultras laziali e napoletani. Oltre alle 8 trasferte di campionato per la Roma si aggiunge anche il divieto in Europa League. Meno di dieci giorni fa, il Tar ha peraltro respinto il ricorso che riteneva illegittimo il provvedimento. Quanto alla Roma, però, l’ordinanza n. 1066 aveva accolto limitatamente la richiesta al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma, circoscrivendo così la portata della misura.



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