La Fifa vive il momento più complicato, la situazione di guerra tra Stati Uniti e Iran è lontana dall’essere risolta. E la Coppa d’Africa al Marocco mette nei guai Infantino
Sì alla Coppa del Mondo, no agli Stati Uniti. L’Iran prende di nuovo posizione sulla partecipazione ai prossimi Mondiali. Nei giorni scorsi ha chiesto lo spostamento in Messico delle sue partite (ma senza ottenerlo), ora rilancia passando di fatto la patata bollente nelle mani della Fifa di Gianni Infantino.
La dichiarazione di Mehdi Taj
Qualche giorno fa era arrivato l’annuncio di ritirarsi dal Mondiale da parte del ministro dello sport, poi il dietrofront quasi immediato. L’Iran ci vuole essere ma vuole farlo alle sue condizioni con la Coppa del Mondo che più che calcio diventa un discorso di geopolitica. L’ultimo annuncio arriva dal presidente del federcalcio iraniana, Mehdi Taj, che in un video pubblicato dall’agenzia Fars torna sul caso: “Ci stiamo preparando per la Coppa del Mondo. Boicotteremo gli Stati Uniti ma non il Mondiale”.
La Fifa messa alle strette
Gli Iran non fanno passi indietro, gli Stati Uniti nemmeno e in mezzo si ritrova la Fifa che deve prendere una decisione importante con il tempo a disposizione che diventa sempre di meno. Secondo il Guardian, quella tra Iran e Stati Uniti è una gara di pressione psicologica reciproca che alla fine finirà solo per mettere pressione alla Federazione mondiale del calcio. L’ultima cosa che vorrebbe Infantino è quella di escludere l’Iran che nella guerra in corso non è neanche il paese aggressore ma l’idea della nazionale mediorientale negli States è totalmente da escludere. E ormai i playoff sono alle porte, nel giro di pochissimo tempo arriveranno i nomi delle ultime convocate ed eliminare l’Iran in un secondo momento potrebbe portare solo ulteriore caos.
L’Equipe contro Infantino
I Mondiali con il rebus Iran non sono però l’unico problema della FIFA e soprattutto non sono l’unico problema del presidente Gianni Infantino. Il caso Coppa d’Africa con la coppa assegnata a tavolino al Marocco a distanza di due mesi dalla finale continua a far discutere. E sulla situazione interviene duramente anche l’Equipe: “In Africa come altrove molti hanno visto in questo ribaltamento l’influenza di Fouzi Lekjaa, presidente della Federcalcio marocchina, ma anche quella di Gianni Infantino che spesso esercita una notevole influenza in Africa. Ha coltivato con cura il calcio africano al fine di stringere alleanze. Il suo obiettivo è isolare la potente Unione Europea. Infantino ha fatto tutto il possibile per insediare uomini fidati alla guida della CAF e ci è riuscito con l’elezione del miliardario sudafricano Patrice Motsepe a presidente”.
Poi il giornale francese continua: “Infantino ha legami molto forti con Fouzi Lekjaa, tanto che ha facilitato l’inclusione del Marocco, dopo cinque candidature fallite per ospitare i Mondiali, nel ticket Spagna-Portogallo per l’edizione del 2030”.

