Il doppio ex: “A Esposito servono i cross dell’Inter, il Milan deve trattenere il croato”. E ancora: “Chivu mi piace perché è lui che comanda la squadra. Allegri sa che per prendersi il derby deve attaccare”
Tutto in un aggettivo di Christian Vieri: tantissimissimi. “I dieci punti di vantaggio che l’Inter ha, e può avere ancora domenica sera”.
Dunque, andando subito al dunque: se l’Inter vince o pareggia questo derby, ha vinto lo scudetto?
“Nessun interista dice niente perché non vuole portare sfortuna, ma a meno dieci con dieci partite da giocare, non ci sarebbe squadra in grado di raggiungere questa Inter. Che fra l’altro con le ‘piccole’ vince praticamente sempre. E quando perdi uno scudetto, è perché perdi punti qua e là con le piccole”.
Una squadra come l’Inter è obbligata a non fare certi ragionamenti
Impressione diffusa: quest’anno l’Inter aveva come priorità il campionato rispetto alla Champions.
“Mai pensato a una roba del genere: una squadra come l’Inter è obbligata a non fare certi ragionamenti. Ne parlavo da poco con Paolo Maldini: giochi un’intera stagione per arrivare in Champions e poi in Europa pensi ‘No, ma io devo concentrarmi sul campionato’? Dai… Oppure guardi al vantaggio che hai in classifica e ti metti a fare calcoli? A me di quello che facevano le mie avversarie non è mai fregato nulla”.
Leao ha detto: per il Milan è questione di vita o di morte. Esagerato?
“Ci sono altri problemi in giro per il mondo che hanno a che fare con la morte, ma lui l’ha detto per caricare tutti: squadra, ambiente. Ma non sono queste le partite per cui un presidente, un allenatore o un compagno ha bisogno di dire qualcosa: ti carichi da solo. Certe cose servono quando giochi partite “facili”, non per queste qui”.
L’Inter non vince un derby da due anni: sei partite, per la precisione. Può pesare?
“Non capisco perché dovrebbe, se è così forte: è casuale”.
Casuale anche che contro le altre prime sei della classifica l’Inter finora abbia fatto solo 13 punti perdendo tre volte e il Milan 16 punti non perdendo mai?
“Casuale nel senso che può essere dipeso dal momento in cui hanno affrontato certe partite: da come stavano loro e le avversarie. Ma è un po’ come quando si dice che Lautaro non segna nelle partite importanti, io non vedo pesi mentali: se sono l’Inter o Lautaro, che problema devo avere di testa?”.
Cosa deve fare l’Inter per non pensare a che partita è stata il derby di andata? Venti tiri, due pali, zero gol.
“E il Milan ha vinto con un contropiede, perché è straforte in ripartenza rispetto all’Inter. L’Inter sa come gioca il Milan; dunque, Chivu lavorerà forte sulle transizioni difensive: se necessario, anche con un bel fallo tattico, come piace dire ai sapientoni laureati in calcio che amano inventare espressioni nuove. Io dico: se perdi palla, anche una bella ranzata se necessario”.
Chivu ha detto: “Sembra che non vada bene mai nulla di ciò che facciamo”. Troppo criticato? O ha preso qualcosa da Mourinho?
“Lui lo sa: se sei l’Inter e vinci tanto, e a lungo, darai fastidio; se perdi una partita, inizierai a vivere fra le polemiche. Chivu è giovane però a me piace, perché si capisce che comunque è lui il comandante della squadra, nel bene e nel male, e decide lui: toglie chi deve togliere, mette chi deve mettere, fa turnover senza problemi e dà spazio a quasi tutti i giocatori, che è una cosa che alla fine pesa”.
Il Milan di Allegri finora: praticamente sempre 3-5-2, eventualmente 4-3-3 a partita in corso. Anche domenica?
“Questi sono numeri, ne parliamo così tanto solo in Italia. Se vuole vincere il derby, il Milan dovrà attaccare: come farlo nel modo migliore con i giocatori che ha, nessuno meglio di Allegri può saperlo”.
Leao deve giocare più palloni possibili e andare in porta il più possibile
Ma se lei fosse Leao e dovesse fare quasi il centravanti?
“Sa cosa deve fare Leao? Giocare più palloni possibili e andare in porta il più possibile. Pallone, porta, gol: non deve pensare troppo”.
Ma lo vede un po’ più continuo?
“Non più di tanto, ma lui è questo: o ha tutti contro, o tutti stravedono per lui. Quando lo guardo mangiare il campo, mi scappa quasi da ridere e mi dico: ‘Peccato che non lo faccia in tutte le partite’. Avrebbe tutto per farlo, ma Leao è così, e va bene anche così”.
Un anno fa, prima del derby di ritorno, lei ci disse: “Se fossi Inzaghi, al Milan toglierei Leao; se fossi Conceiçao, all’Inter ne toglierei otto-nove”. E oggi?
“Oggi dico Leao, Modric, Rabiot e Maignan. E all’Inter sette-otto, perché Lautaro lo ha già tolto un infortunio”.
Peserà più la sua assenza o quelle di Gabbia, Loftus- Cheek e Gimenez nel Milan?
“Lautaro è il centravanti più forte che c’è in Italia, è il turbo dell’Inter: qualsiasi cosa fa durante una partita ti manca, e te la può risolvere in qualunque momento. Forte come lui c’è solo Hojlund, ma gioca troppo spesso di schiena. Però l’Inter quest’anno ha quello che le mancava in passato: attaccanti ‘non titolari’ all’altezza”.
E Pio Esposito ormai è praticamente un titolare.
“Ma non è cambiato il fatto che, purtroppo, in Italia non sappiamo gestire i giovani: un giorno è fortissimo e il giorno dopo è deludente ‘perché come si fa a non fare quel gol?’. Pio non ha neanche 21 anni e il viaggio dallo Spezia all’Inter è troppo, troppo lungo: non lo hanno fatto in tanti”.
“Sì, altrimenti così giovane non riuscirebbe a reggere il confronto a livello fisico anche in Europa. E poi lo vedo più ‘morbido’: se ti alleni con quelli forti, migliori. E mi dicono che ha grande voglia di migliorare. Ora quando gli arriva la palla la gioca più di prima, ha il tocchettino che serve anche per mandare in porta il compagno. Poi è chiaro che, con quella struttura, va servito per le sue caratteristiche: vedi tutto Pio Esposito solo se gli fai arrivare anche 7-8 cross per tempo”.
A proposito di cross: Dimarco è il miglior giocatore del campionato?
“Di più. Con un rendimento e una continuità del genere, è il miglior crossatore d’Europa: come li mette lui, tanti quanto lui, nessuno. E quest’anno segna pure di più, perché l’Inter attacca tanto e con tanti giocatori”.
Mi aspettavo di più da Barella. Ma pure Calhanoglu sta faticando a trovare continuità
Ha ancora uno dei migliori centrocampo d’Europa?
“Mi aspettavo di più e un po’ da tutti, non solo da Barella che vediamo tutti un po’ giù, da un po’ di tempo: ci sta, da agosto ha già giocato quasi 40 partite. Ma pure Calhanoglu sta faticando a trovare continuità, e si nota di più: quando è lui, l’Inter cambia faccia”.
Milan più forte fra i pali, no?
“Sommer è sempre un portiere solido, però Maignan sta facendo cose fuori dal normale”.
Meravigliato da Modric?
“Solo in Italia si parla così tanto dell’età dei giocatori. Era al Real, e giocava, solo l’anno scorso, mica dieci anni fa: se fossi nel Milan non gli rinnoverei il contratto, gli farei cinque anni di contratto”.
Per il Milan, oggi, è più essenziale lui o Rabiot?
“Perché solo uno? Sono perfetti insieme. E bravo Allegri a far fruttare il rapporto che aveva con Rabiot per averli tutti e due”.
Lo fischiano ovunque e domenica lo faranno in 70 mila: dura per Bastoni?
“Quello che ha fatto lui lo fanno tutti, dai. Le telecamere non perdonano e i social sono tremendi, ritirano fuori qualunque cosa: abbiamo visto video di chi esulta, chi fa finta di schiattare in campo, chi si rialza appena l’avversario viene ammonito o espulso. Bastoni è andato in sala stampa, ha chiesto scusa, sa di aver sbagliato: può bastare. E i tifosi del Milan fischieranno tutti, mica solo lui”.
Supponiamo che il Milan vinca e vada a -7: può pesare il calendario delle ultime dieci giornate?
“Io non parlo con i forse, i ma, i se. Peserebbero i sette punti di margine: l’Inter dovrebbe perderne tre e il Milan vincere sempre. E poi l’Inter deve giocare con Atalanta, Roma e Como; il Milan con Napoli, Juventus, Atalanta e pure il Sassuolo. Siamo lì, no?”.
L’ultima: avrebbe preferito essere allenato da Allegri o da Chivu?
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“Da Klopp. Ma lui non allena più e io non gioco più. Quindi, fantasia finita”.
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