Benarrivo e un Mondiale lungo trent’anni: “La finale di Pasadena? Trauma cne non passerà

ALL calcio
1 Min Read

L’ex difensore, argento a Usa ’94, una vita (e 8 trofei…) a Parma (“Era casa mia, dissi no alla Juve”), tra passato e presente: “Da noi poco talento. Sarà dura per Gattuso…”

Antonio Benarrivo approccia la vita con lo stesso spirito con cui lo abbiamo visto in campo: tenace, instancabile e con lo sguardo sempre rivolto in avanti. Anche se oggi il pallone non c’entra più. “Sono fuori da quel mondo da vent’anni e mi va bene così, è stata una parentesi meravigliosa, ma non sono mai più voluto rientrare”. Lo racconta sorridendo, senza rimpianti. Benarrivo ha giocato e vinto con il Parma di Scala e Ancelotti, a cui salvò la panchina con un gol al Venezia. “Avessimo perso lo avrebbero cacciato… e chissà che piega avrebbe preso la sua carriera”. Antonio è sempre voluto restare in Emilia, ha vinto tanto e grazie alle ottime prestazioni in gialloblù si è guadagnato la Nazionale. Anche se, il Mondiale del ’94 perso ai rigori resta ancora una ferita aperta. “Una di quelle cose che non passano. Ci penso ogni giorno da trent’anni”. 

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *