“Bastoni andava espulso per due motivi. La simulazione? Non è come dice Chivu”

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Abbiamo parlato di quanto accaduto nel corso del match di San Siro con l’ex arbitro Claudio Gavillucci, autore del libro ‘L’uomo nero, le verità di un arbitro scomodo’

Insieme a Claudio Gavillucci, ex arbitro, per parlare di quanto accaduto allo stadio Giuseppe Meazza di Milano: Inter-Juventus verrà ricordata a lungo, da tifosi e addetti ai lavori. Siamo al minuto quarantadue del primo tempo dell’attesissimo derby d’Italia.

La partita scorre piacevolmente, lo spettacolo in campo non manca, ma a stravolgere tutto ci pensa l’arbitro Federico La Penna della sezione di Roma 1: per un presunto fallo di Kalulu su Bastoni, il difensore di Spalletti viene espulso per doppia ammonizione. Immediata la reazione dei calciatori in campo e, soprattutto, della dirigenza della Juve che a fine primo tempo, nel tunnel che porta agli spogliatoi, espone in maniera forte al direttore di gara tutto il dissenso possibile per la decisione presa.

La Penna ha preso un abbaglio

Il match si è, poi, concluso con la vittoria nerazzurra per 3-2, decisiva la rete di Piotr Zielinski al novantesimo, ma inevitabilmente il post si è concentrato esclusivamente sul chiaro ed evidente errore del fischietto capitolino. Ne abbiamo parlato con l’ex arbitro Claudio Gavillucci che nel 2020, dopo una lunga battaglia con l’AIA e la FIGC avverso la sua dismissione dalla CAN A avvenuta nel 2018, ha pubblicato il libro dal titolo ‘L’uomo nero, le verità di un arbitro scomodo’.

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Bastano pochi click

“C’è poco da discutere sull’aspetto tecnico di quello che è accaduto, La Penna ha preso un abbaglio, l’intervento falloso non esiste. C’è stato solo quel contatto tra la mano di Kalulu e il braccio di Bastoni col difensore dell’Inter che accentua e simula qualcosa di differente, traendo in inganno l’arbitro. Probabilmente, la visuale del direttore di gara è la genesi del suo errore, non aveva l’angolazione giusta e ha visto qualcosa che non è successo”.

Bastoni? Due motivi per espellerlo

Rispetto al comportamento di Bastoni, Gavillucci fa una analisi duplice.

“Dal punto di vista disciplinare, Bastoni poteva essere espulso per due motivi: in primis per la simulazione, anche se in mezzo al campo è difficile che vengano presi provvedimenti di questo tipo. Ma quello che è ancora più evidente, il calciatore dopo che si rialza chiede in maniera evidente e plateale, anche gesticolando, il giallo per il collega della Juventus. Questo atteggiamento, e il regolamento parla chiaro, è passibile di ammonizione. In riferimento alle dichiarazioni di Chivu (“È un giocatore della Nazionale, non si può mettere in dubbio che sente un pugno sul braccio o sul petto. Lui la mano la sente. Kalulu poteva evitare di mettere la mano sul mio giocatore”, ndr), bisogna anche dire che non è come dice lui: il regolamento descrive due casi di simulazione, quando uno finge oppure quando esagera o accentua, come successo in questo caso. Il tocco sul braccio non scagiona Bastoni”.

Rocchi, probabilmente, ha la coperta corta

Inevitabilmente, con Gavillucci bisogna commentare l’operato del designatore Rocchi, che questa mattina, ai microfoni dell’agenzia di stampa ‘Ansa’, ha ammesso l’errore, puntando anche il dito, però, sulla simulazione di Bastoni.

“La designazione di La Penna per il derby d’Italia è stata un po’ una scommessa. Ma Rocchi, probabilmente, ha la coperta corta. Visti i tantissimi errori commessi da inizio stagione, molti direttori di gara si sono fatti fuori da soli, quindi potrebbe essere stato obbligato a questa scelta. Vedendo quello che sta accadendo, la moltitudine e la varietà di errori, la mancanza di omogeneità e uniformità dipendono sempre dall’allenatore, in questo caso Rocchi. La responsabilità maggiore è sua. Penso che il suo percorso sia giunto al termine e che si debba prendere un po’ di responsabilità, visto cosa succede in campo in ogni giornata”, ha concluso Gavillucci a Virgilio Sport.

ALESSIO LENTO

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