ancora un caso dal dischetto, chi ha deciso e la reazione di Allegri

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Leao pronto a tirare il rigore in Como-Milan, ma Allegri sceglie Nkunku. Il retroscena e lo spavento del tecnico dopo la reazione dagli spalti.

Tiro io. No, tu no. Mai come in queste ultime due stagioni si sono registrate liti tra compagni di squadra per chi dovesse battere un rigore: Juve (con David) e Fiorentina (con Mandragora e Kean) i più clamorosi ma anche in casa Milan la storia è ricca di esempi e ieri c’è stata una nuova puntata. A due minuti dallo scadere del primo tempo di Como-Milan, i rossoneri conquistano un calcio di rigore ed a batterlo ci va repentinamente Rafael Leao. Il portoghese, però, è stato fermato da una decisione improvvisa di Massimiliano Allegri, che ha indicato Nkunku come rigorista. Una scelta che ha spiazzato l’esterno rossonero, subito avvicinato anche da Maignan per evitare tensioni. Non è la prima volta che accade un episodio del genere: lo scorso anno, il 6 ottobre 2024, durante Fiorentina-Milan successe l’impossibile anche senza Allegri in panchina.

Liti dal dischetto: i precedenti del Milan

Nella precedente stagione toccò ad Alvaro Morata rubare il pallone dalle mani di Theo Hernandez. Il terzino francese, al ridosso del primo tempo, battibeccò con l’attaccante spagnolo prima di battere il rigore. Rigore poi calciato dallo stesso Hernandez e fallito dagli undici metri. Nel secondo tempo, sempre dagli undici metri ci fu un’altra occasione per i rossoneri: Abraham andò a calciare, anziché cedere palla a Pulisic, fallendo il secondo rigore della gara.

Dopo quasi un anno accade uno scenario simile in Como-Milan. Dopo un primo tempo complicato e chiuso in svantaggio, i rossoneri trovano – proprio allo scadere – l’occasione per rientrare in partita grazie a un contropiede concluso con un fallo in area su Rabiot. Dalla panchina è arrivata immediatamente l’indicazione: il rigore non doveva essere calciato da Leao. Il numero 10 aveva già preso il pallone, convinto di andare sul dischetto, ma Nkunku e altri compagni gli hanno spiegato che le gerarchie erano state decise dallo staff. A quel punto è intervenuto direttamente Allegri.

Il confronto tra Allegri e Leao

Leao, visibilmente perplesso, ha indicato sé stesso come a dire che sarebbe dovuto toccare a lui. Allegri si è avvicinato con calma e ha chiarito la situazione: “Tranquillo Rafa, ho deciso io”. Il portoghese ha accettato senza creare polemiche, anche se il disappunto era evidente. Maignan ha poi parlato con lui per invitarlo alla calma, mentre Nkunku si preparava alla battuta. Poco dopo, l’attaccante francese ha trasformato il rigore dell’1-1.

Perché la scelta di Nkunku

La decisione di Allegri potrebbe essere legata al precedente centro su rigore segnato da Nkunku contro il Verona a fine dicembre. Una mossa comunque non priva di rischi, considerando che Leao in stagione aveva già realizzato due penalty su due tentativi.

Allegri e lo spavento sugli spalti

Nel post partita, Allegri ha poi raccontato un curioso retroscena. Un’abitudine che risale ai tempi della sua prima esperienza al Milan, nata dopo un errore dal dischetto di Ibrahimovic contro il Cesena nel 2010: da allora, Max preferisce voltarsi altrove pur di non guardare i calci di rigore.

Ed infatti, anche ieri durante Como-Milan, Max non ha guardato direttamente Nkunku dal dischetto, ma ha osservato le tribune per capirne l’esito. La reazione mista del pubblico lo ha tratto in inganno.

L’allenatore rossonero ha spiegato: Tra l’altro sul calcio di rigore ho sentito metà tribuna esultare e metà restare in silenzio e ho pensato ‘aiuto l’ha sbagliato’. Poi ho visto la mia panchina che esultava e ho capito. È andata bene così”. Il tecnico ha poi ha chiarito anche il motivo della sua decisione: Sì, voleva tirare il rigore, ed è normale: è un rigorista, così come lo è Nkunku. In quel momento, però, ho sentito di dover decidere io e ho scelto di farlo tirare a Nkunku. È stato molto semplice”.

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