Abbiati: “Su Donnarumma scelta folle del Psg. Non c’è logica, Gigio il più forte”

ALL calcio
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L’ex portiere del Milan e suo mentore in rossonero: “Non sarà il migliore coi piedi, ma fa parate senza senso. Altro che mezza, ai parigini ha fatto vincere la Champions”

Marco Pasotto

Giornalista

Prima mentore, poi ammiratore. Anche se in realtà Christian Abbiati si ritrovava ad ammirare Gigio Donnarumma già quando divideva lo spogliatoio con lui, perché aveva intuito subito le potenzialità di quel ragazzino di 16 anni che volava tra i pali come l’uomo ragno. E, da buon senatore – oltre che socio di reparto – lo aveva preso sotto la sua custodia, accompagnandolo per mano nella crescita un po’ per simpatia personale e un po’ perché la vecchia guardia milanista era così che faceva con le nuove leve. Non significava uscire a cena insieme, ma trasmettere i valori di un club speciale e le linee guida dalla vita professionistica.

nessun dubbio

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Abbiati ha sofferto ogni volta che Gigio ha sofferto. Quando il popolo rossonero l’ha eletto a nemico pubblico dopo l’addio a parametro zero, quando l’inizio dell’avventura parigina era piena di punti interrogativi, quando è tornato a San Siro contro il Milan calpestando un’area colma di dollari farlocchi con sopra la sua foto. Ma non ha mai avuto dubbi su di lui. Né sulla persona, né sul calciatore. Giusto per capire, c’è stata anche l’investitura diretta e pubblica. Maggio 2016, al termine di un Milan-Roma giocato in piena contestazione, Christian diede l’addio al calcio raccogliendo l’ovazione del Meazza e alzando un braccio a Donnarumma come fa l’arbitro di pugilato col vincitore: passaggio di consegne effettuato, il futuro è tuo ragazzo. «Sono tranquillo perché lascio il Milan nelle mani di un grandissimo portiere», disse poi nel dopogara. L’allievo ai suoi occhi era pronto per spiccare definitivamente il grande salto e anche successivamente “Abbia” gli ha riservato parole al miele. Cose tipo «Ha tutte le qualità per essere il futuro capitano del Milan», «Sapevo avrebbe avuto un grande futuro fin da quando andavo a vederlo allenarsi in Primavera. Anche un cretino si sarebbe accorto delle sue qualità superiori alla media», «Dopo Buffon, vedo solo lui». Christian avrebbe voluto che battesse il suo record di presenze in rossonero: un desiderio che racconta bene l’affetto.

Abbiati, tempi grami per Gigio, scaricato dal Psg per Chevalier: Luis Enrique non l’ha convocato per la Supercoppa europea di mercoledì a Udine contro il Tottenham. Un trattamento durissimo.

“C’è della follia, in tutto questo. Oppure è successo qualcosa che non sappiamo e allora okay, sono faccende loro, che riguardano soltanto loro. Altrimenti è una roba da matti, qualcosa che non ha spiegazione logica”.

La riconoscenza spesso non è uno dei pregi maggiori nel mondo del calcio, ma Donnarumma al Psg si può dire che abbia consegnato mezza Champions…

“Voi dite che gli ha fatto vincere mezza Champions e io vado oltre: anche qualcosa in più, di mezza… Eppure, da quel che sento, parrebbe che sia scarso coi piedi…”.

E’ la motivazione “non ufficiale” del club parigino, che nel descrivere il neo arrivato Chevalier lo ha dipinto “dotato di un ottimo gioco coi piedi”: il riferimento a Gigio, anche se non viene menzionato, è più che palese.

“Allora, possiamo dire che coi piedi ce ne sono tanti più bravi di lui, però da qui a cambiare un portiere che ti ha infilato in bacheca una Champions…”.

Una spiegazione difficile da accettare.

“Una motivazione che ha dell’incredibile. Ripeto, in Europa ha fatto parate senza senso, interventi che in pochi sarebbero stati in grado di fare”.

Che voti darebbe al Donnarumma fra i pali e a quello nel gioco coi piedi?

“Un 11 fra i pali e 6,5 coi piedi. Comunque, sufficienza piena”.

“Beh, di certo uno del suo livello cascherà in piedi e andrà in un altro big club, anche se è un peccato che debba interrompere così un ciclo. Gli auguro la soluzione migliore perché se lo merita”.

Le è capitato di sentirlo recentemente?

“Gli ho mandato un messaggio dopo la vittoria in Champions per congratularmi”.



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