Il tecnico nerazzurro faccia a faccia con Maria Sole Ferrieri Caputi nel concitato finale della partita alla New Balance Arena: che cosa ha fatto scattare Palladino
Nel concitato finale di Atalanta-Udinese si è assistito al duro sfogo di Raffaele Palladino, che è finito faccia a faccia col quarto uomo, l’arbitra Maria Sole Ferrieri Caputi. Poi nel post partita l’allenatore ha riconosciuto in diretta tv di aver esagerato, tanto da essersi scusato col direttore di gara Antonio Rapuano. Ma si è anche reso protagonista di un attacco nei confronti del club friulano.
Atalanta, Palladino faccia a faccia con l’arbitra Caputi
Sotto di due reti, l’Atalanta è riuscita ad acciuffare il pareggio con la doppietta in 4’ tra il 75’ e il 79’ di Scamacca. Ma nel finale di partita a Palladino sono saltati i nervi. In particolare, il tecnico campano ha perso la testa per un rientro in campo di Miller non avvenuto in maniera corretta.
Con Rapuano lontano, l’ex Monza e Fiorentina se l’è presa con Ferrieri Caputi, il quarto uomo. Un faccia a faccia, che, secondo l’esperto di Dazn ed ex arbitro Luca Marelli, andava sanzionato.
La ricostruzione di Marelli: manca un cartellino
Non ci gira intorno, Marelli: “Quello di Palladino è un comportamento che non può essere tollerato. È vero che Miller (uscito dal rettangolo verde in seguito a uno scontro di gioco, ndr) rientra in un momento in cui non poteva rientrare perché il pallone era troppo vicino alla linea laterale e al punto in cui si trovava lo stesso Miller che poi è andato subito a pressare il giocatore nelle sue vicinanze, ma questo non può giustificare la protesta di Palladino”.
Secondo l’ex arbitro, “doveva essere quanto meno ammonito”. E cita la cosiddetta regola del braccio. “Si è diretto con molta foga verso Ferrieri Caputi avvicinandosi a meno di un braccio. Solitamente in gergo arbitrale si dice che un giocatore o un allenatore deve rimanere a una distanza di un braccio proprio per evitare qualsiasi possibilità di contatto fisico. Qui è troppo vicino”.
Le scuse a Rapuano e l’attacco all’Udinese
Intervenuto ai microfoni di Dazn, Palladino ha rivelato: “Non protesto mai con gli arbitri. E infatti a fine partita sono andato negli spogliatoi da Rapuano a chiedere scusa per aver alzato i toni”. Poi, però, parte l’attacco agli avversari, accusati di aver spezzato il ritmo del gioco.
“Dopo essere andata in vantaggio, l’Udinese ha iniziato a perdere tempo. Questo è un aspetto che in Italia va migliorato: nel finale hanno impiegato 40 secondi per battere una rimessa laterale. Si gioca troppo poco: la gente vuole vedere giocare, gli stessi calciatori vogliono giocare di più. Perché è così che il calcio diventa più bello”.

