Prohaska: “Che risate con Beccalossi. Avrei voluto restare a Roma per sempre”

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L’austriaco, stella tra Inter e Roma dal 1980 al 1983: “Imparai l’italiano con Oriali, Conti un fratello per la vita. Non chiamatemi “lumachina”, io correvo parecchio… Con la mia band mi esibisco ancora a Vienna nei classici italiani, da Zucchero a Venditti”

Èbastato giusto un triennio in questi luoghi tra il 1980 e il 1983, due anni all’Inter e uno scudettato alla Roma, per completare la trasformazione genetica di Herbert Prohaska: il capitano dell’Austria Vienna, l’aristocratico mitteleuropeo baffuto e riccioluto, è diventato un italiano sanguigno. Anche adesso che ha 69 anni, provate a strappargli dalle mani il microfono mentre canta “Azzurro”: il pubblico del sabato viennese non aspetta altro. 

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