
Leao ha raccontato le prime sensazioni al Galatasaray e ha svelato la promessa fatta a Osimhen. Mistero invece sul significato del numero 27.
Rafael Leao ha parlato dopo il suo debutto con la maglia del Galatasaray, raccontando le prime sensazioni vissute nella sua nuova squadra. L’attaccante portoghese ha spiegato cosa lo ha convinto ad accettare la proposta del club turco. Nel corso dell’intervista ha parlato anche di Victor Osimhen, con cui aveva già avuto modo di confrontarsi prima del trasferimento. Proprio al centravanti nigeriano ha promesso un numero di assist quasi impossibile da raggiungere. Leao ha poi mantenuto il mistero sul significato della maglia numero 27, scelta per la sua nuova avventura.
Leao e l’impatto con il Galatasaray
Leao ha raccontato di conoscere da tempo il Galatasaray e di considerarlo un grande club, ricordando alcuni dei campioni che ne hanno fatto la storia. “Ho sempre conosciuto il Galatasaray. È un grande club. Qui hanno giocato grandi leggende, come Drogba, Hagi e Sneijder. Hanno cambiato la cultura del club. Inoltre, questo club è stato costruito per battere le grandi squadre degli altri campionati e le grandi squadre in Champions League. Penso che il club sia sempre stato ai massimi livelli. Quando è arrivata l’offerta, sono stato molto felice di poter rappresentare questo club“, ha spiegato il portoghese.
La promessa impossibile a Osimhen
Il passaggio più curioso dell’intervista riguarda Victor Osimhen. Leao ha infatti raccontato di aver parlato con il centravanti nigeriano prima del trasferimento al Galatasaray, insieme a Leroy Sané e Lucas Torreira. Poi ha svelato l’obiettivo che vuole raggiungere insieme al compagno di squadra: “Voglio fare 100 assist a Osimhen in questa stagione”. Una promessa evidentemente ambiziosa, alla quale ha aggiunto un altro dettaglio legato al primo incontro con i tifosi: “Volevo fare il gesto giusto con tutti e tre al mio primo incontro con i tifosi. Penso di averlo fatto bene. Osimhen mi ha insegnato molto bene come farlo”.
Il mistero dietro la maglia numero 27
Anche la scelta del numero di maglia ha una storia particolare, almeno per il momento ancora senza spiegazione completa. Leao ha raccontato di aver avuto tre opzioni: 10, 7 e 17, ma il 10 era già sulle spalle di Leroy Sané, giocatore che il portoghese apprezza molto. “Ve lo racconterò più avanti (ride). Volevo qualcosa legato al numero 7. Mi piace il numero 7. Avevo tre opzioni: 10, 7 e 17, ma il 10 era di Leroy. È un giocatore che mi piace. Il numero 10 è nelle mani della persona giusta. Ma vi racconterò più avanti cosa significa questo numero 27”, ha spiegato Leao. Il significato preciso della scelta, dunque, resta ancora un mistero.
L’entusiasmo per la nuova avventura
Il portoghese ha parlato anche delle sensazioni provate osservando il Galatasaray nella scorsa stagione, soffermandosi in particolare sulla sfida contro il Liverpool. “Ho visto la partita contro il Liverpool della scorsa stagione. Anche se non siamo riusciti a passare il turno, la squadra ha fatto un ottimo lavoro. Mi hanno colpito molto lo stile di gioco della squadra e la spinta dei tifosi. Sono molto emozionato all’idea di rappresentare questo club in Champions League”, ha raccontato. Leao ha inoltre spiegato di essere riuscito a instaurare una buona comunicazione con l’allenatore grazie all’italiano: “Sto cercando di imparare un po’ di turco, ma il nostro allenatore conosce l’italiano. Per questo parliamo in italiano e la nostra comunicazione è davvero ottima. Fin dal primo giorno mi ha dato fiducia sul fatto che venissi qui. Sono felice di essere qui”. E il Milan? Ormai è il passato. Leao guarda solo avanti.

