La vittoria di ieri contro i nerazzurri, ottenuta grazie al gol di Hermoso all’89’ e di Soulé al 93′, non è la prima per il tecnico della Roma. Dalla Champions alla Serie A, il tecnico giallorosso è uno specialista delle rimonte, anche quando era alla guida di Genoa e Atalanta
Lo scorso anno ribaltò prima la sfida di Firenze, poi quella di Parma. E fu soprattutto la vittoria colta al Tardini in pieno recupero, proprio come quella di ieri sera contro l’Atalanta, a lasciare davvero il segno in casa giallorossa. “Mi vedevo già in Conference League”, disse a fine partita Gian Piero Gasperini, che quella partita la ribaltò grazie al temporaneo 2-2 di Rensch al 94’ e al rigore di Malen al 101’, dopo mille proteste degli emiliani. Con quella vittoria la Roma lanciò la sua rincorsa verso la qualificazione alla Champions League, con quella di ieri (pareggio di Hermoso al 90’ e rete della vittoria di Soulé al 93’) punta invece a diventare a tutti gli effetti la principale antagonista dell’Inter nella rincorsa allo scudetto.
il percorso
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Ma nella carriera di Gasperini sono state tante le rimonte, vissute anche alla guida di Genoa e Atalanta prima che della Roma. In Serie A la prima volta che riuscì a ribaltare l’esito di una partita fu in un Chievo-Genoa 1-2 del 26 ottobre 2014, quando con la reti di Matri e Pinilla il Grifone nella ripresa rispose al gol di Zukanovic. In tutto nel nostro campionato sono state 47 le rimonte di Gasp, situazioni in cui l’attuale allenatore della Roma è riuscito a portare a casa una vittoria da una situazione di iniziale svantaggio. Di queste sette sono arrivate alla guida del Genoa, 37 con l’Atalanta e tre con la Roma. Quasi sempre da situazioni di svantaggio di una rete, anche se poi in tre occasioni Gasperini è riuscito a trionfare anche sotto di due reti: è successo in Genoa-Torino del 13 marzo 2016, in Atalanta-Spal del 25 agosto 2019 e in Atalanta-Lazio del 24 giugno 2020, tre partite in cui il tecnico di Grugliasco si è sempre trovato sotto 0-2 e alla fine ha vinto per 3-2. E anche in Champions Gasp riuscì a ribaltare la sfida contro il Valencia in terra spagnola, la famosa gara del poker personale di Ilicic, con lo sloveno che segnò nel finale le due reti che portarono l’Atalanta a vincere 4-3 in un incredulo. Ma restano nella mente anche i pareggi in rimonta contro il Manchester City (1-1) e l’Ajax (2-2), sfide stellari contro corazzate europee.
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i motivi
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Ma perché le squadre di Gasperini non muoiono mai? Di certo c’è molto della mentalità del tecnico, della sua voglia di non arrendersi mai, di cercare sempre il risultato a prescindere da tutto e da tutti. È una questione di attitudini mentali, di carattere e concentrazione trasmessi ai giocatori, di un sistema di certezze consolidate che porta sempre la squadra a credere nella vittoria, anche se al fischio finale manca solo una manciata di minuti. Come contro l’Atalanta, appunto, con la Roma così solida mentalmente che non ha mai smesso di credere di poter ribaltare la partita. Basti ripensare alla carica di Hermoso dopo il gol del pareggio, ad esempio, con lo spagnolo non felice di aver agguantato un pareggio che sembrava oramai una chimera ma pronto invece a trasformare quel gol nella forza propulsiva per andare a caccia della vittoria. Questione di mentalità, appunto. Quella che Gasp trasmette ai suoi giocatori.
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