Il ds giallorosso smentisce l’offerta del Chelsea per il centrocampista mentre il neo-acquisto olandese saluta i suoi ex tifosi e lancia una stoccata al tecnico dell’Atalanta
Un’ultima giornata di mercato così movimentata, dalle parti dell’hotel Sheraton, era difficile da ricordare. La Roma è stata inevitabilmente al centro dell’attenzione, soprattutto per le indiscrezioni relative a una possibile cessione last minute di Manu Koné al Chelsea. Un’operazione che, alla fine, non è mai decollata, con grande sollievo di Gian Piero Gasperini e dei tifosi giallorossi.
Konè, D’Amico fa chiarezza
A fare chiarezza è stato il direttore sportivo Tony D’Amico, che ha ricostruito quanto accaduto nelle ultime ore della sessione estiva. «Per Koné con il Chelsea c’è stata soltanto un’interlocuzione. Non c’è mai stata un’offerta ufficiale», ha spiegato il dirigente. Nessun braccio di ferro, dunque, e soprattutto nessun ultimatum da parte di Gasperini: «Ho letto di un aut aut del mister, pronto a dimettersi in caso di cessione del francese. È una ricostruzione fantasiosa, perché un’offerta ufficiale non è mai arrivata».
Roma, i rimpianti di D’Amico
L’unico rimpianto del tecnico resta così quello relativo all’esterno sinistro. Un giocatore richiesto fin dall’inizio del mercato e che la Roma non è riuscita a consegnargli. «Cercavamo un’altra ala oltre Mora, con caratteristiche diverse. È vero che non siamo riusciti a prenderla, ma lavoreremo per farci trovare pronti a gennaio». D’Amico ammette quindi che, numericamente, la rosa sia leggermente corta: «Con Leweling avevamo raggiunto un accordo, poi il giocatore ha avuto un ripensamento».
Il bilancio di D’Amico
Il direttore sportivo rivendica però anche i risultati ottenuti durante la sessione. Il monte ingaggi è stato ridotto del 15%, con un risparmio di circa 20 milioni di euro, mentre sono stati confermati giocatori considerati centrali nel progetto. «Pellegrini, Dybala, Cristante e Mancini per me sono stati i primi veri acquisti», sottolinea D’Amico, evidenziando inoltre come il Settlement Agreement con la UEFA abbia inevitabilmente condizionato le strategie del club.
Le operazioni sfumate
«Sapevamo quali fossero i nostri vincoli e durante alcune trattative ci siamo dovuti reinventare. Ho trovato una società con grande disponibilità che a volte deve ridurre la propria voglia di fare proprio per via dell’accordo con l’UEFA». D’Amico respinge infine qualsiasi dubbio sul suo ruolo nella costruzione della squadra: «C’è stata condivisione con Friedkin, Ceo e allenatore. Se non fossi io il responsabile del mercato, non sarei qui oggi». Ora la parola passa al campo, con una rosa ringiovanita ma anche con alcune operazioni sfumate, da Greenwood a Summerville, passando per Luiz Henrique e Leweling.
Le condizioni di Ndicka
Nel frattempo, Gasperini può tirare un sospiro di sollievo per le condizioni di Evan Ndicka. Gli esami effettuati sul difensore, assente contro il Lecce, hanno escluso lesioni: si tratta soltanto di un’infiammazione.
De Roon, stoccata a Sarri
E proprio dalla Roma arriva anche Marten De Roon, protagonista di un lungo videomessaggio dedicato ai suoi ormai ex tifosi dell’Atalanta. Il centrocampista olandese ha spiegato i motivi dell’addio a Bergamo e del trasferimento nella capitale, lasciandosi andare anche a una critica, seppur indiretta, nei confronti di Maurizio Sarri. «Ho accettato un cambio di società perché voglio chiudere giocando. Sento di avere ancora tanto da dare ad alto livello e purtroppo sono rimasto fuori dal nuovo progetto dell’Atalanta. E poi ho scelto chi mi ha cambiato la vita calcistica», ha raccontato De Roon, riferendosi proprio a Gasperini.
De Roon ricorda il Covid-19
Il messaggio, intitolato significativamente “Solo un arrivederci, Bergamo”, è un vero e proprio saluto alla città che lo ha accompagnato per anni. «È difficile anche per voi, che mi avete sostenuto fin dal primo giorno, permettendomi di vivere una favola in cui sono stato tra i protagonisti. Mi avete dato amore, emozioni e senso di appartenenza. Per sempre mi definisco un bergamasco olandese». De Roon ha ricordato anche gli anni più difficili, compreso il periodo della pandemia: «Conservo il ricordo del periodo terribile e doloroso che questa città ha sofferto e soprattutto di come, insieme all’Atalanta, sia riuscita a rialzarsi. Unita: città, club, risultati, appartenenza». Infine, l’ultimo messaggio ai suoi vecchi tifosi: «Ho rappresentato i valori di questo club anche fuori dal campo. Ho cercato di essere un esempio per i miei compagni, per i tifosi, per tutti quei bambini che giocano a calcio e sognano, per le mie figlie. Bergamo rimarrà sempre parte della mia vita. Un giorno tornerò. Grazie, Marten».

