L’affare messo in piedi da Massara e D’Amico non è andato in porto nel mese di agosto: dalle cifre alle motivazioni di natura tattica, fino alle altre esigenze di Spalletti e Gasperini
È stato un finale di mercato frenetico per Juventus e Roma, fino al gong alle prese con gli ultimi tasselli da aggiungere agli scacchieri di Spalletti e Gasperini. In giallorosso, il Gasp ha ritrovato un suo fedele baluardo, ma evidentemente era destino. Ci ha provato per Teun Koopmeiners e poi ha riabbracciato Marten De Roon. Meglio di niente, penserà il tecnico di Grugliasco, soprattutto pensando ad un “pericolo” scampato: perdere Matias Soulé e regalarlo ad una diretta concorrente per la Champions League. Sì, perché nel mese di agosto, l’ipotesi di un clamoroso scambio è sembrata farsi avanti con una certa insistenza, nonostante le smentite di rito e le oggettive difficoltà che presentava la trattativa tra i due club.
Koopmeiners per Soulé: l’idea della Juventus
Segreti e retroscena di un mercato andato in archivio con più di un botto negli ultimi giorni della sessione estiva. Juve protagonista, Roma pure. Ma i destini di queste due società avrebbero potuto intrecciarsi lungo il cammino, complici le delicate situazioni di Teun Koopmeiners e Matias Soulé.
Il retroscena racconta di un’operazione presa seriamente in considerazione da ambo le società e rimasta sul tavolo fino agli ultimi giorni di agosto. L’idea sarebbe partita dalla Juventus, interessata a riportare a Torino Soulé, talento argentino classe 2003 prodotto della Next Gen bianconera. La Roma, invece, avrebbe potuto accogliere Koopmeiners, giocatore che Gasperini conosce alla perfezione e con il quale ha costruito e condiviso una parte importante del ciclo vincente dell’Atalanta.
Uno scambio che, almeno sulla carta, avrebbe potuto accontentare tutti. La Juventus avrebbe aggiunto un elemento offensivo giovane, tecnico e capace di giocare tra le linee e sull’esterno. Una soluzione particolarmente interessante considerando la pesante assenza di Kenan Yildiz, operato al piede e destinato a uno stop di circa tre mesi. La Roma, dall’altra parte, avrebbe consegnato a Gasperini un centrocampista già perfettamente in linea con i suoi principi di gioco, avendolo incrociato ai tempi della Dea.
Perché Juventus e Roma non hanno trovato l’accordo
Il problema, però, era soprattutto economico. La Roma, per Soulé, non è mai scesa sotto una valutazione di mercato pari a 35 milioni di euro, una cifra che ha condizionato anche le altre possibili destinazioni dell’argentino. La Juventus, per arrivare a concretizzare lo scambio con Koopmeiners, avrebbe dovuto trovare con i giallorossi un’intesa non soltanto sul valore dei due cartellini, ma anche sulle formule dell’operazione. Il tutto, senza dimenticare che l’ex Atalanta è stato pagato due stagioni fa circa 60 milioni di euro.
Ed è proprio qui che la trattativa si è arenata. Le parti hanno lavorato alla possibilità di uno “switch” durante il mese di agosto, ma senza riuscire a colmare la distanza sulle valutazioni e sulle modalità di trasferimento. Così, quella che stava per trasformarsi in una doppia opportunità di mercato, si è risolta in un nulla di fatto.
Da suggestione a realtà
Alla fine, quindi, niente Soulé alla Juventus e niente Koopmeiners alla Roma. Il destino ha preso un’altra strada: la Juve ha chiuso il mercato con Sarr e Woltemade, presi rispettivamente da Tottenham e Newcastle, mentre la Roma si è ritrovata con Marten De Roon, leader e capitano dell’Atalanta, cresciuto in maniera esponenziale sotto l’ala di Gasperini. A lui il compito di far cambiare idea a tanti tifosi giallorossi, scettici e ancora arrabbiati per un vecchio post dell’olandese dopo un Atalanta-Roma.
Per il Gasp, dunque, il ritorno di un fedelissimo ha compensato almeno in parte il mancato arrivo di Koop. Per la Juventus resta invece il rimpianto di non aver riportato a Torino un giocatore particolarmente funzionale alle esigenze offensive di Spalletti, affezionato ad un 4-2-3-1 in grado di garantire fantasia e svariate combinazioni sulle corsie esterne. Uno scambio clamoroso, ma mai realmente decollato.

