Se continuo a segnare mi chiami?

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SuperMario si confessa al Guardian, sottolinea come sia cambiato in peggio oggi il calcio per i ragazzini e rivela cosa farà quando attaccherà le scarpette al chiodo

Quando smetterà di giocare cambierà vita del tutto: Mario Balotelli, intervistato dal Guardian, assicura che continuerà a giocare finchè il corpo non gli dirà basta ma che una volta terminata la carriera, si dedicherà alle sue attività, si concentrerà sui figli (“Preferirei però la tranquillità. Ho avuto una carriera molto frenetica, quindi uno stile di vita sedentario non sarebbe male”.), una svolta a 360 gradi per il Bad Boy che riconosce anche di aver commesso troppi errori: “Se potessi dare un solo consiglio al me stesso sedicenne, quale sarebbe? Gli direi di non fare certe scelte e di ascoltare certe persone in determinati momenti”.

La scelta di Dubai

Balotelli dopo l’ultima fallimentare esperienza al Genoa si è unito all’Al Ittifaq negli Emirati Arabi Uniti semplicemente per godersi il calcio e giocare al fianco di suo fratello, Enock Barwuah. “A dire il vero, è stata un’idea nata più o meno all’ultimo minuto. Il presidente voleva incontrarmi e abbiamo parlato. Il progetto mi interessava. Tutti dicono sempre: ‘Vai a Dubai per i soldi’, ma grazie a Dio non ne ho certo bisogno. Quindi, il denaro non era l’unico obiettivo. Il progetto era davvero interessante e competitivo. Mi sono appassionato all’idea e ho deciso di provarci. Dal punto di vista delle infrastrutture, è ottimo. Gli stadi sono bellissimi. Il problema è il pubblico: non c’è folla, il che è un po’ triste. Anche l’organizzazione lascia un po’ a desiderare”.

La felicità è nel giocare con Enock: “È bellissimo. Fin da piccoli ci siamo sempre detti che un giorno avremmo giocato insieme. Lui mi chiedeva sempre: ‘Se giochi nell’Inter, nel Milan o nel Manchester City, come posso giocare con te?’. Io gli rispondevo che crescendo avrei potuto giocare in una squadra di livello leggermente inferiore e magari ci avrebbero dato quell’opportunità. È sempre stato un sogno, e ora si sta avverando”.

La crisi del calcio italiano

Sulla crisi del calcio italiano SuperMario ha le idee chiare: “Da piccoli giocavamo a calcio per ore e ore. Ricordo che mia madre si arrabbiava perché restavo fuori finché non faceva troppo buio per vedere il pallone. Ci minacciavano dicendo che il giorno dopo non potevamo più uscire a giocare. Ora, quando cammino per città come Brescia, ma lo vedo anche in altre città italiane, i parchi sono vuoti. Non c’è nessuno in giro. Computer, telefoni e PlayStation hanno rovinato molte cose. Credo davvero che i talenti nascessero per strada e nei parchi. Giocavi molto, imparavi molto e ti mettevi alla prova contro i ragazzi più grandi. Se eri bravo, non ti facevano giocare con i bambini della tua età; ti facevano giocare con i più grandi. Quelle erano prove che mi sono servite molto nel lungo periodo. Giocare con persone più grandi di me è sempre stata una delle cose più importanti della mia carriera. Oggi i ragazzi sono attaccati ai cellulari. Si sentono come Ronaldinho perché guardano i suoi video. Io mi sentivo come Ronaldo perché riuscivo a fare gli stessi trick al parco. È una differenza enorme.”

Il messaggio a Mancini

Balotelli rimane fiducioso in un futuro promettente per l’Italia. “Sì, credo di sì per le prossime generazioni. Magari non subito, ma nelle prossime due o tre generazioni. È normale che un Paese attraversi periodi di crisi, ma poi si riprende. Spagna, Francia e Germania li hanno avuti tutti”. Quando è stato nominato Mancini ct sui social il bomber non ha scritto nessun post di felicitazioni ma i due si sentono ancora. “Mi ha mandato un messaggio per farmi gli auguri di compleanno il 10 agosto e io ho scherzato dicendogli: ‘Guarda, posso ancora giocare! Sono molto contento che sia tornato in nazionale; gli voglio molto bene e gli auguro il meglio. In Italia si tende a dare la colpa agli allenatori, ma onestamente, la responsabilità maggiore dovrebbe ricadere sul sistema. È la verità che nessuno vuole dire. Se posso ancora andare in Nazionale? Se continuo a segnare, sì”.

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