Il tecnico del Milan non vuole un’altra punta per dare spazio a Camarda, da Lontani a Liberali mai come quest’anno abbiamo tanti baby che possono giocare titolari in serie A
Il dato che rattrista, ma non è una novità, è che in questo mercato estivo le squadre di serie A si sono arricchite di molti altri nuovi stranieri, abbassando il tasso di italiani in rosa, ma in controtendenza c’è un altro aspetto che invece invita alla riflessione. Nella prima giornata gli Under 20 italiani hanno trovato più spazio rispetto a 12 mesi fa, sono stati 14 (lo scorso anno i giocatori Under 20 che avevano messo piede sul terreno di gioco erano stati appena 4 – Comuzzo, Camarda, Lipani ed Ekhator – e solamente tre di questi erano partiti titolari), e a questi vanno aggiunti anche i giocatori come Pio Esposito e Vergara che continuiamo (siamo abituati così) a considerare giovani. Un piccolissimo segnale che profuma di speranza perché anche da noi si possa avere quel coraggio che all’estero hanno da tempo. Che tu sia giovane o vecchio basta che sia bravo e se sei un under bisogna darti il tempo di crescere e maturare.
Le parole di Amorim su Camarda
L’alibi della paura di bruciare i talenti deve finire e un esempio importante ce lo fornisce Amorim, perchè è sempre dagli stranieri che abbiamo da imparare. Dopo aver lanciato dal 1′ senza pudori Cisse a Torino (ripagato con gol), il tecnico del Milan ha detto su Camarda parole illuminanti che devono diventare una torcia sempre accesa per tutti. All’allenatore del Milan hanno chiesto se non sono pochi solo due attaccanti centrali come Ramos e Camarda per tre competizioni e la risposta è stata da applausi.
“Pensiamo che Camarda ha bisogno di spazio e di tempo, ma potremmo anche giocare con un falso nove. Io credo molto in Camarda e penso che dobbiamo avere lui e non altre opzioni. Aiutando Francesco, aiuto anche me stesso. Ramos è a un livello molto alto, ma Camarda ha bisogno di non sentirsi la terza scelta, ma la seconda così potrà essere pronto quando sarà chiamato in causa. Così si sentirà improtante. Si sta adattando al nostro gioco. Avrà spazio e ci sarà una differenza rispetto a Ramos, ma io credo tanto in lui, ma noi siamo in un nuovo progetto. Lui deve lottare per il posto a prescindere dall’età ed è un giocatore del Milan e crediamo molto in lui”.
I tecnici abbiano coraggio con i giovani
Ecco la chiave: non deve sentirsi la terza scelta. Se anche altri tecnici seguiranno questo esempio facciamo bingo e aiutiamo anche Mancini che già sta studiando tutto il potenziale del calcio italiano di tutte le età e di tutte le mezze nazionalità. Le parole dette su Camarda devono valere a Napoli per Vergara, che non deve sentirsi un precario che elemosina minutaggi solo se gli altri si fanno male o per Emanuele Lulli, classe 2007, che è già stato schierato a sorpresa da Gasperini come laterale a tutta fascia destra offrendo una prestazione gagliarda e positiva contro la Fiorentina, o per Liberali a Como con Fabregas che deve avere il coraggio di schierarlo con continuità.
Mancini già prende appunti
Dei 14 under 20 che hanno giocato nella prima giornata magari ci sarà qualcuno ancora acerbo ma ci sono anche talenti veri che hanno solo bisogno di fiducia e se nelle big (Milan a parte) è più difficile che trovino continuità, conforta l’idea che possa accadere con le medio-piccole. Ecco perché ci auguriamo che sia sempre titolare a Cagliari l’italo-svizzero Alessandro Romano, così come a Monza la speranza è che Juric si fidi sempre di Kouadio, Boukane e Mout, quest’ultimo già sarebbe sul taccuino di Mancini. Classe 2007 è stato autore dell assist in verticale per il gol di Varela a San Siro contro l’Inter. Prodotto del vivaio dei brianzoli dove è entrato quando aveva 12 anni, Mout è un centrocampista offensivo che all’occorrenza può agire anche da seconda punta e a cui piace incidere fra le linee e cercare anche la conclusione o l’ultimo passaggio.
A Torino sponda granata oltre al promettente portiere Mascardi e al terzino Fortini c’è un potenziale fenomeno, Alessio Cacciamani che l’anno scorso si è fatto le ossa in B alla Juve Stabia e che ha tutte le carte in regola per diventare un idolo dei tifosi, un piccolo Claudio Sala (che ci scuserà per il paragone irriverente) dai mezzi tecnici e dall’intelligenza tattica che necessita solo di fiducia per sfondare anche in A. Una promessa vera è anche il bomberino del Parma Lontani, classe 2008 che il Parma ha prelevato a zero questa estate dopo che si era esaurito il suo contratto col Milan, dove nell’ultima annata con la Primavera aveva realizzato 10 gol e 3 assist in Primavera 1. Autore di due gol nella prima gara ufficiale in Coppa Italia contro il Catania, al suo debutto in A ha fatto ammonire Zé Pedro e sfiorato un gol da cineteca nella ripresa. A Udine poi c’è Palma che promette bene come difensore. Il momento della svolta è arrivato in Italia, magari non avremo Yamal. Ma se non ci proviamo non lo sapremo mai.

