Inter, Chivu tra Lautaro, il mercato bastardo, la risposta a Zenga e la gioia di essere imperfetto

ALL calcio
6 Min Read

Il tecnico nerazzurro, alla vigilia del debutto in campionato a San Siro contro il Monza, non si nasconde, elogia i nuovi arrivi e si aspetta una crescita globale del gruppo

E’ carico a pallettoni Christian Chivu alla vigilia della stagione. La sua Inter campione d’Italia debutta domani a San Siro con il Monza e la sensazione è che il tecnico rumeno si lecchi i baffi pensando ai miglioramenti che può fare questa squadra, tanto con i vecchi quanto con i nuovi visto che mai come in questa stagione Marotta e Ausilio – dopo gli schiaffi iniziali, da Palestra a Paz, hanno piazzato un colpo dietro l’altro. Il tecnico rumeno manda anche qualche frecciatina ai critici. L’unico problema arriva dalla Spagna dove continuano a rimbalzare le voci sul forte interessamento del Barcellona per Lautaro.

Il caso Lautaro

Sull’ipotetico addio del Toro prova a buttarla sullo scherzo Chivu: “Il mercato è sempre così, ci fa piacere che se ne parla, vuol dire che sono riconosciuti al mondo come grandi giocatori e Lautaro lo è, è il nostro capitano, rappresenta ciò che siamo stati e che vogliamo ad essere. Di mercato non parlo, in questi 10 giorni si parlerà sempre di lui, cosa che ci fa meno piacere, ma è il nostro capitano. Il mercato è sempre bastardo, noi vogliamo che rimanga, questo posso dire”.

Chivu sa di avere un carrarmato tra le mani: “Parlate di numeri, sorprese, io parlo di standard. La squadra ha dimostrato di poter essere a questo livello e di poter aggiungere qualcosina di più. Con i margini di miglioramento che ha, con lo spirito e con questo gruppo credo che si possa fare ancora un gran lavoro. Il punto di partenza è buono, non parlo di trofei o ambizioni, guardiamo il presente, il futuro prossimo, dobbiamo pensare passo dopo passo e cercare di mantenere lo standard di quello che abbiamo fatto. I rivali? Non temiamo nessuno, il campionato determinerà il valore reale delle squadre ma a me interessa la nostra crescita, abbiamo margini di miglioramento e dobbiamo trovare stimoli nuovi”.

L’ammissione di Chivu

Rispetto a un anno fa non si vede cambiato: “Sono sempre lo stesso, mi è stata data tanta responsabilità, ho preso in prestito questa squadra e la vivo così, non ho bisogno del consenso di nessuno, so di avere tanto da migliorare e sono aperto a tutto, ci metto la faccia a dire che non sono perfetto ma non vorrei mai essere perfetto ma sempre pieno di dubbi. Essere una persona che ha tanta premura per questa squadra, per la responsabilità che ho nei confronti di tutti quelli che amano questa squadra.”

Quando gli parlano di un‘Inter nettamente favorita Chivu si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “In un anno siamo passati dall’essere un gruppo fallito con un ciclo alla frutta per i critici all’essere la squadra da battere e senza rivali, noi vogliamo essere competitivi e sono contento di aver ritrovato una squadra motivata e con un senso di appartenenza da trasmettere ai nuovi”.

Già, i nuovi: “Se ho chiamato Stones? Non mi va di parlare di cose che faccio in privato, mi fa piacere che ci abbia scelto, abbiamo la possibilità di inserire un giocatore con caratteristiche che ci servono, come vale anche per gli altri nuovi arrivi, si rendono conto dell’importanza di questa squadra e questa società. Con loro alziamo l’asticella, abbiamo più soluzioni. Su Spence non faccio paragoni con Dumfries abbiamo scelto lui per completare le nostre caratteristiche, deve capire – e lo sa- che è capitato in un gruppo che ha dei valori”. Chi rischia di andar via è Stankovic: “Lui per me è parte del gruppo, se la gioca per minutaggi importanti come gli altri, ma non posso smentire le voci che vengono da fuori”.

La risposta a Zenga

Zenga ha detto che in porta non vede una figura internazionale, Chivu spedisce il tiro in angolo: “Voi parlate di gerarchie, io di standard, se non abbiamo internazionalità nei nostri portieri dobbiamo far di tutto per farli diventare tali”. Di arbitri, infine, non parla ma delle nuove regole sì: “Sono favorevole alle innovazioni, si sta facendo di tutto per evitare le perdite di tempo, si gioca troppo poco, come tempo effettivo di gioco la media è di 55′-58′, e queste regole sono fatte per aumentare il tempo di gioco ed evitare le polemiche che a voi piacciono tanto, auguro agli arbitri una stagione serena”.

Share This Article
Leave a Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *