Da Icardi e Pinamonti a Bamba Dieng: la Lazio sceglie una scommessa per Gattuso, tra numeri altalenanti, dubbi fisici e vari punti interrogativi
“È sempre la stessa storia“, verrebbe da dire parafrasando una delle tante canzoni che raccontano quei copioni destinati a ripetersi. Alla Lazio, però, di romantico non c’è molto: cercava un bomber vero con il sogno Icardi, ha valutato Pinamonti e alla fine si ritrova con un’incognita come Bamba Dieng. Un attaccante che arriva a parametro zero dal Lorient, reduce dalla sua miglior stagione realizzativa ma con un curriculum che, numeri alla mano, non autorizza certo a festeggiare in anticipo. E così la domanda diventa inevitabile: la Lazio ha trovato finalmente il centravanti che cercava o ha semplicemente aggiunto un’altra scommessa a un reparto che di certezze ne ha già poche? Per Gattuso il rischio è concreto: se Dieng non dovesse funzionare, il mercato potrebbe averlo riportato esattamente al punto di partenza. Se invece la scommessa risponderà con i gol, forse questa volta la dirigenza potrebbe ricevere degli applausi.
Da Icardi a Dieng: la Lazio cambia strada e punta sulla scommessa
Il salto, almeno sulla carta, è evidente. Icardi rappresentava l’idea del bomber consumato, dell’attaccante che conosce l’area di rigore e che ha costruito una carriera intera sulla capacità di trasformare in gol le occasioni. Pinamonti, invece, avrebbe offerto una soluzione più familiare al calcio italiano, con caratteristiche da centravanti puro. E invece la Lazio ha scelto Bamba Dieng. Il senegalese, classe 2000, è arrivato a parametro zero dal Lorient e nella giornata di giovedì 20 agosto è atteso a Roma per sostenere le visite mediche. Un passaggio tutt’altro che secondario, considerando le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane sul suo stato fisico. Solo a fine luglio la punta sembrava infatti destinata all’Amed FK, club turco appena promosso nella Süper Lig. L’operazione è poi saltata e sono circolate voci su possibili problemi a un ginocchio, come riportato dal Corriere dello Sport, mentre altre ricostruzioni hanno parlato di una mancata intesa economica, più realistica.
Per Dieng è pronto un contratto fino al 2029, con uno stipendio di circa 1,5 milioni di euro all’anno e un bonus alla firma da 500mila euro. Una scelta che racconta anche il tipo di giocatore cercato da Gennaro Gattuso: non necessariamente un centravanti statico, ma un attaccante capace di muoversi, correre e creare spazi. Può giocare al centro dell’attacco oppure da seconda punta, ma può anche partire dalla fascia sinistra. È alto 1,78 metri, possiede una buona struttura atletica e soprattutto ama attaccare la profondità. Un giocatore, dunque, che può essere utilizzato in più posizioni e che sulla carta offre a Gattuso una certa duttilità. Il problema è che la Lazio non sembrava avere bisogno soltanto di duttilità. Aveva bisogno, soprattutto, di gol.
Sedici gol nell’ultima stagione, ma i numeri raccontano una storia diversa
È qui che il profilo di Dieng diventa più difficile da decifrare. L’ultima stagione è stata senza dubbio la migliore della sua carriera. Con il Lorient ha segnato 10 gol in Ligue 1 e altri 6 nelle coppe nazionali, arrivando a quota 16 reti complessive e aggiungendo anche due assist. Numeri interessanti, soprattutto per un giocatore che può ricoprire più ruoli. Ma basta allargare lo sguardo alle stagioni precedenti per accorgersi che quel rendimento non rappresenta ancora una certezza. Nel 2024/25 Dieng aveva segnato appena 6 gol con l’Angers, mentre due anni prima, ancora con il Lorient, si era fermato a 4. La sua esperienza al Marsiglia, iniziata nel 2020, aveva prodotto 11 reti in 54 presenze. Complessivamente, con il Lorient ha realizzato 23 gol in 60 partite. Insomma, il problema non è dire che Dieng non sappia segnare, non sarebbe vero dopo lo scorso anno. Il problema è capire se possa farlo con continuità. Ed è una differenza enorme per la Lazio. Gattuso aveva descritto il centravanti ideale come un giocatore di gamba, capace di fare una pressione aggressiva, attaccare la profondità, far salire la squadra e, naturalmente, trovare la porta. Da questo punto di vista Dieng sembra avere caratteristiche compatibili con il progetto dell’allenatore.
Ma la Lazio aveva bisogno anche di un numero 9 di calibro diverso, di un giocatore al quale affidare il peso dell’attacco nei momenti complicati. Un uomo-gol capace di garantire una certa quota di reti anche quando la squadra non gira. Dieng da questo punto di vista sarà da valutare. Ed è questo il vero rischio dell’operazione. Perché se la scommessa dovesse andare male, Gattuso potrebbe essere costretto a tornare sui giocatori già presenti in rosa, molti dei quali nella passata stagione non hanno dato le risposte che ci si aspettava. Il senegalese arriva quindi con un peso superiore a quello che potrebbe sembrare: non deve soltanto inserirsi, deve contribuire a risolvere un problema che la Lazio si porta dietro da tempo. E se ci riuscirà Lotito e dirigenza meriteranno gli applausi.
Un giocatore “smarrito” e una piazza già divisa
A rendere ancora più particolare il suo arrivo a Roma ci sono anche le parole del suo agente, Bokar Guissé. Dopo il mancato trasferimento in Turchia, il procuratore aveva definito Dieng un giocatore “smarrito”, come riportato da Fanpage, spiegando che il mercato aveva creato una situazione difficile e che diverse opportunità non si erano concretizzate. Una fotografia che non aiuta certo a presentare il nuovo acquisto come una certezza. Eppure, proprio dopo quelle vicissitudini, Dieng ha preso in considerazione la Lazio e l’Italia. Il contesto potrebbe dunque offrirgli una nuova possibilità per rimettere in ordine una carriera che, finora, ha avuto più di qualche curva. Anche la convocazione con il Senegal per i Mondiali 2026 è arrivata dopo la sua migliore stagione. Ha giocato soltanto pochi minuti contro la Francia, ma la chiamata in nazionale rappresenta comunque un riconoscimento importante. A Roma ritroverà inoltre il connazionale Dia, che potrebbe aiutarlo nell’ambientamento.
Intanto, però, la tifoseria biancoceleste ha già emesso una prima sentenza. E non è particolarmente tenera. “Non ho il coraggio de vedere le sue statistiche su Transfermarkt. Vi giuro ho paura. Sono schifato”, ha scritto un tifoso, sintetizzando il sentimento più pessimista di una parte della piazza. Altri hanno invece invitato alla calma: “Leggo molto clamore negativo intorno all’acquisto di Bamba Dieng, il giocatore è ritenuto un profilo consono al giocatore di Gattuso unisce corsa, inserimenti e buona tecnica, la tenuta fisica è punto interrogativo e infatti domani verranno svolte visite mediche specifiche”. Poi c’è chi ha scelto la terza via: l’ironia. Sui social sono comparsi screenshot dei suoi numeri realizzativi, accompagnati da commenti sarcastici sui pochi gol segnati nelle stagioni precedenti. La divisione è già cominciata, dunque, ancora prima che Dieng abbia toccato un pallone con la maglia della Lazio. E forse è proprio questo il punto…
Intuizione o azzardo?
Dieng non arriva a Roma come la soluzione, ma come una domanda. Può essere il giocatore esploso finalmente a 26 anni dopo una carriera a corrente alternata oppure l’ennesimo attaccante sul quale la Lazio sarà costretta a interrogarsi tra qualche mese. Gattuso, nel frattempo, aspetta. Perché se la punta funziona, la scommessa può trasformarsi in un’intuizione. Se invece fallisce, il tecnico rischia seriamente di ritrovarsi con un grande problema, ancora una volta alla ricerca di quei gol che Icardi avrebbe dovuto garantire e che Pinamonti avrebbe potuto rappresentare con maggiore familiarità. Il mercato ha scelto Dieng. Adesso toccherà al campo decidere se sia stato un azzardo o un affare.

