
Il trequartista bosniaco si è raccontato in una lunga intervista: dal legame con Yildiz alla scelta Juve fino al mito Messi e al ruolo di Pjanic
Kerim Alajbegovic è tra i colpi da 90 di questa sessione estiva di calciomercato della Juventus. Arrivato insieme a Kolo Muani, i bianconeri per lui hanno scalzato la concorrenza nel giro di un settimana. Il trequartista bosniaco, che in Italia conosciamo bene dopo la gran partita che ha fatto nella finale dei playoff per il Mondiale, era voluto da mezza Europa. Il ds Massara lo voleva già portare alla Roma, una volta cambiata città non ha cambiato l’obiettivo. Il bosniaco si presenta alla Juventus senza timori reverenziali, nonostante i suoi 18 anni. In un’intervista a Tuttosport ha raccontato a Tuttosport le ragioni della sua scelta: “Perché quando la Juventus ti chiama, è davvero difficile dire di no. È uno dei club più grandi al mondo e sono davvero orgoglioso di indossare questa maglia. E sì, ricevere la fiducia del club è davvero, davvero importante per me”.
Il ruolo di Pjanic nella trattativa e le parole di Del Piero
Una scelta condizionata anche dai consigli di un grande amico della sua famiglia, Miralem Pjanic, che, come quando era in campo, ha fornito l’ennesimo assist per la Juventus, stavolta sul mercato: “Sicuramente è stato importante anche lui nella scelta, perché è stato un giocatore della Juventus. È stato un grandissimo calciatore e ha avuto una grande influenza in questo club. Ha aiutato molto anche mio padre: era in contatto con lui e con il club. Alla fine è successo quello che volevamo e siamo tutti felici che sia andata così”. Non è mancata una domanda sulle parole di stima ricevute da Alessandro Del Piero, che lo ha definito un grande talento: “Lui non ha bisogno di presentazioni, lo conoscono tutti: è stato un giocatore davvero, davvero grandissimo, una autentica leggenda. Posso solo prendere esempio da lui. È un onore per me che abbia detto una cosa del genere sul mio conto, perché quando una leggenda come lui dice qualcosa su di te è davvero speciale. Però non è finita qui, ovviamente: bisogna continuare a lavorare duro. Sono appena arrivato e voglio fare del mio meglio, dimostrare a tutti quello che so fare. Ho un lungo percorso davanti”.
Alajebgovic e il feeling con Yildiz
Una delle chiavi per la stagione della Juventus per forza di cose sarà l’intesa sulla trequarti. Alajbegovic va a insierirsi in un meccanismo già oliato e dovrà integrarsi bene con la stella della squadra, Kenan Yildiz. I due hanno già iniziato a lavorare su questo: “Kenan è un giocatore di alto livello ed è anche una persona fantastica. Mi ha aiutato molto. Parliamo la stessa lingua, il tedesco, ed è importante per me avere qualcuno che parli la mia lingua”. Entrambi sono figli di genitori emigrati in Germania: Alajbegovic è nato e cresciuto a Colonia, mentre Yildiz in Baviera. “È davvero bello averlo qui, così come gli altri giocatori. Ma sì, Kenan è davvero un buon amico per me e non vediamo l’ora di giocare e lavorare insieme per aiutare la squadra e portare in alto la Juventus”.
“Messi il migliore di sempre”
Alajbegovic ha speso parole importanti anche per il nuovo allenatore Luciano Spalletti: “È davvero bravo. Lo si vede durante gli allenamenti: vuole sempre il meglio dalla squadra, vuole sempre la perfezione. Lavora davvero duramente ed è una cosa molto positiva perché puoi imparare qualcosa a ogni allenamento. Penso che si veda anche dal fatto che ogni passaggio deve essere preciso. Ed è davvero importante, perché impari cose nuove, ti concentri sui passaggi, sui tiri, sui movimenti e sul posizionamento. Per me è un ‘coach’ di altissimo livello e sono davvero felice di lavorare con lui. Non vedo l’ora di imparare ogni giorno, allenamento dopo allenamento”. E poi la chiusura riservata al suo idolo calcistico: “Per me il miglior giocatore in assoluto è Lionel Messi. Guardavo e guardo ancora adesso tantissimi video su di lui: è uno dei migliori calciatori di ogni epoca, di sempre. Puoi semplicemente osservare quello che fa e provare magari a prendere qualche spunto da lui. Per me è il migliore ed è per questo che lo guardo”.

