Svilar e Butez le certezze poi tante incognite

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Dimenticato il glorioso passato di estremi difensori italiani e una tradizione secolare, dietro Donnarumma il migliore degli italiani è Falcone con Carnesecchi

C’era una volta Zoff. E con lui Castellini. E poi una lunghissima lista che da Zenga e Tacconi arrivava a Buffon. Secolare la tradizione in Italia, paese di portieri, santi e navigatori ma da tempo le cose non stanno più così. I migliori sono all’estero (Donnarumma e Vicario), in A ne son rimasti pochi e non se la passano neanche tutti bene ma mai come quest’anno il problema dei pali da difendere accomuna tutte le big e non solo, al di là della nazionalità.

Il caso Maignan

Chi sembrava al riparo da problemi era il Milan anche se il Maignan degli ultimi era sempre Mike ma sempre meno Iron. Il capriccio con i giorni extra di vacanze l’ha fatto passare dall’altra parte della lavagna, sempre che non nasconda mal di pancia antichi e desideri di andar via. Diverso il discorso dell’Inter che dopo l’addio di Sommer non ha ancora una gerarchia precisa in porta. Sulla carta toccherebbe a Martinez ma la netta impressione è che Chivu non si fidi troppo e che voglia aspettare prima di decidere se dargli fiducia o lanciare Provedel.

Il problema Di Gregorio

La Juventus non ha indovinato il dopo Szczesny e ora si ritrova con un Di Gregorio fuori rosa, un Perin eterno secondo e una porta da chiudere. Vicario sarebbe la scelta migliore, anche se lo stesso Spalletti qualche dubbio ce l’ha. La vera scommessa è Suzuki, ovemai arrivasse in prestito via Psg. Il giapponese gode di ottima stampa ma probabilmente è stato elogiato troppo rispetto a quello che ha fatto vedere finora. Bravo tra i pali è stato spesso disastroso nelle uscite con la maglia del Parma, deve ancora crescere per poter giocare in una big probabilmente. E la Juve, dove sbagliare è vietato dal primo giorno, non è forse l’ambiente migliore per consacrarsi.

Da Meret a De Gea

A Napoli Meret viene da un anno difficile ed è partito col piede sbagliato con un erroraccio (con la complicità di De Bruyne) in amichevole: i tifosi non si fidano, bisognerà capire soprattutto se lui ha la corazza giusta per recuperare autostima. Alle sue spalle in azzurro neanche Milikovic-Savic offre garanzie da top. A Firenze è rimasto l’anziano De Gea, capace di alternare prodezze e papare, mentre alla Lazio sarà Mandas a sostituire Provedel ed è un po’ un’incognita (anche se il baby Motta alle sue spalle promette bene).

Svilar, Butez e Falcone le certezze

Chi dà garanzie assolute è Svilar della Roma. La sua continuità è stata impressionante: ha disputato tutti i minuti del campionato, saltando una sola gara nell’intera stagione, in Europa League. Una presenza costante che ha garantito sicurezza a tutta la retroguardia giallorossa. I numeri spiegano bene il suo impatto. Tra i portieri con almeno 38 presenze, Svilar è secondo per reti subite (31), alle spalle soltanto di Jean Butez (29). Ancora più significativo il dato relativo alla percentuale di parate: quasi otto tiri in porta su dieci vengono neutralizzati dal numero uno romanista, miglior valore dell’intero campionato (78,8%). Nei momenti più delicati della stagione, tra interventi decisivi, uscite sicure e leadership crescente nella gestione della retroguardia, Svilar si è confermato il principale punto di riferimento difensivo della squadra di Gasperini.

Una certezza anche Butez, il guardiano del miracolo Como. Se Svilar rappresenta la conferma, Jean Butez è la sorpresa più luminosa della stagione. Il portiere francese è stato uno dei simboli del Como capace di conquistare una storica qualificazione in Champions League grazie alla miglior difesa della Serie A e alla seconda migliore d’Europa, dietro soltanto all’Arsenal. Butez ha giocato tutte e 38 le partite di campionato ed è il portiere con la miglior media di reti subite ogni 90 minuti: appena 0,70 gol. Il più sottovalutato ma il più affidabile resta inveece Falcone del Lecce.

Il resto della serie A è (a mercato ancora aperto) nelle mani di Skorupski (Bologna), Caprile (Cagliari), Palmisani (Frosinone), Bijlow (Genoa), Thiam (Monza), Corvi (Parma), Muric (Sassuolo), Paleari (Torino), Okoye (Udinese) e Stankovic (Venezia). E c’erano una volta Zoff, Bordon Castellini, Zenga eccetera.

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