Ademola mola, cosa significa e come è diventato più forte che all’Atalanta

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Il bomber nigeriano ha conquistato la fiducia di Simeone all’Atletico Madrid e spiega in cosa è cambiato rispetto ai tempi della serie A

In quattro mesi all’Atletico Madrid ha segnato 9 gol e fornito 4 assist . La sua media è di un contributo (gol o assist) ogni 106,2 minuti. Arrivato nella finestra di mercato invernale come acquisto di punta, Ademola Lookman ha soddisfatto le aspettative e ora punta ad essere una delle figure chiave del nuovo Atleti, che vuol competere per ogni titolo. La cura bastone e carota di Simeone gli ha giovato: parlando ad As il nigeriano ha ammesso di essere migliorato come giocatore, rivelando un aneddoto singolare.

Il coro dei tifosi per Lookman

I tifosi dell’Atletico allo stadio hanno inventato un coro speciale per lui: “Ademola mola” e il bomber rivela: “Sì, sì mi piace molto. Prima di venire qui, non sapevo che “mola” significasse “figo”. Mi chiamo Ademola, e avere questa espressione, questo modo di dire, ora è davvero fantastico”. Dal ritiro di Seul il giocatore confessa di essere cresciuto in questi mesi in Spagna: “Ho sempre amato segnare gol . Ho sempre saputo come fare gol. Ora che ho più esperienza, capisco molto meglio il gioco. Il mio gioco si è evoluto e si sta sviluppando in modo diverso. Il nostro stile di gioco mi permette di stare vicino all’area di rigore, nel vivo dell’azione, creare occasioni e segnare. È un piacere farlo. Questo è ciò che amo fare”

Il debutto contro il Betis

Fece un’ottima impressione già al suo debutto contro il Betis: “È stato fantastico, a Siviglia siamo stati accolti da tantissimi tifosi. Sono rimasto sorpreso dal numero di persone che ci aspettavano all’aeroporto. È stata una rivelazione per me in termini di supporto, di quanto siano importanti per noi e di quanto questo significhi per loro. Mi ha dato tantissima energia e motivazione, perché hanno viaggiato da Madrid solo per venire a sostenerci a Siviglia. Vogliono che vinciamo e la forza che c’è dietro è immensa. È stato un piacere giocare quella partita e rappresentare l’Atlético. Sono rimasto impressionato dal supporto che abbiamo ricevuto dai tifosi.”.

Le ambizioni dell’Atletico Madrid

Il bilancio dei sei mesi con i colchoneros è positivo: “Ho avuto un buon inizio nei sei mesi in cui ho giocato con l’Atlético. Sono qui e mi sono già integrato nel gruppo e nella squadra. Mi sento anche molto a mio agio nella città di Madrid. È una grande stagione per noi, per me”. La campagna acquisti è stata importante, sono arrivati Hjulmand, Kangin Lee e Grimaldo e non è finita qui: “Abbiamo ingaggiato dei calciatori incredibili e di grande talento. Il club ha dimostrato la sua ambizione di competere. Vincere è la cosa più importante, non c’è dubbio.

Stiamo lavorando in questa direzione, ed è una cosa positiva. Ognuno di loro ha caratteristiche diverse, ma sono tutti ottimi innesti per la squadra. Chi mi ha impressionato di più tra i compagni? Koke. Ha una qualità che è… non so, indescrivibile. Il suo tocco, i suoi passaggi, le sue decisioni… è speciale. È il tipo di giocatore che può correre per, non so, due o tre ore. Ma la qualità che possiede, si capisce che è un vero centrocampista. È un giocatore completo in tutto e per tutto”.

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