Infantino sotto attacco, Trump lo difende: “Sarebbe un errore sostituirlo”

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Il presidente degli Stati Uniti non ha dubbi: il numero uno della FIFA deve rimanere al timone del calcio mondiale, nonostante l’attacco frontale della UEFA di Ceferin

La ricandidatura di Gianni Infantino è ormai un caso, ma il numero uno della FIFA può ancora contare sul supporto di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti che si è pubblicamente schierato al fianco del dirigente svizzero a meno di un mese dalla fine dei Mondiali americani. Come ormai noto, a mettere in discussione la posizione di Infantino è stata la controversa proposta di vendere a privati una quota dei diritti commerciali della Coppa del Mondo, aspramente contestata dalla UEFA attraverso un comunicato congiunto con le Federazioni di Asia e Nord e Centro America.

Trump supporta Infantino

Trump ed Infantino, ancora insieme. Divisivi proprio come gli ultimi Mondiali, tra spettacolo sul terreno di gioco e fatti extra-campo che non sono passati inosservati, complice il delicato momento geopolitico. Il successo mediatico avuto dall’ultima kermesse americana potrebbe non bastare all’attuale presidente della FIFA, nonostante il ritiro del progetto che puntava a coinvolgere investitori privati in occasione della prossima edizione della Coppa del Mondo.

Può avere un peso, però, il supporto del numero uno degli Stati Uniti, tra gli uomini più influenti del pianeta: “La FIFA commetterebbe un errore madornale se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’idea di sostituire il presidente Gianni Infantino”, ha sottolineato Donald Trump sul suo social Truth. “È fantastico, – ha aggiunto – ha appena presieduto il Mondiale di maggior successo di sempre, con un margine di quattro volte superiore. Se se ne andasse, non sarebbe mai più un evento così di successo o redditizio! Grazie per l’attenzione che ci state dedicando”.

“Quattro volte superiore”. Parole che fanno riferimento, evidentemente, al dato dell’audience del torneo giocato in Canada, Stati Uniti e Messico. La competizione ha fatto registrare più del doppio degli ascolti televisivi della precedente edizione in Qatar (2022), ma anche un caro biglietti che ha aperto un acceso dibattito in tutto il mondo, mettendo nel mirino l’organizzazione e l’eccessiva spettacolarizzazione del calcio.

Infantino accerchiato, la minaccia della UEFA

Ceferin contro Infantino. Il cerchio si stringe e ormai non è più un segreto. La UEFA proverà fino all’ultimo a mettere i bastoni fra le ruote all’attuale presidente della FIFA, pur di non favorire la sua rielezione dopo i Mondiali del 2026. Il massimo organo calcistico europeo, infatti, ha già minacciato di voler boicottare le competizioni FIFA qualora Infantino dovesse rimanere al vertice del calcio mondiale, nonostante il passo indietro rispetto all’audace proposta, che puntava a vendere a privati una quota dei Mondiali dal valore di 3,1 miliardi di sterline.

L’Europa del calcio, di fatto, ha detto stop. Nei giorni scorsi, persino Lise Klaveness, presidente della Federcalcio norvegese (NFF), è arrivata a chiedere le sue dimissioni. Da capire, però, che influenza avranno le ultime dichiarazioni di Trump, tra politica e sport. Infantino, dal canto suo, spera in un colpo di coda per portare avanti il suo progetto.

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