Infantino resiste. Argentina e Messico si schierano, CONCACAF spaccata

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La crisi esplosa dopo il caso FIFA Forward Enterprise alimenta lo scontro tra Infantino e la UEFA di Ceferin: Argentina e Messico confermano il sostegno. La Concacaf si divide e la sfida per la presidenza Fifa del 2027 entra nella fase decisiva

La crisi della FIFA si allarga e acuisce la pressione intorno a Gianni Infantino. Il presidente della Federazione internazionale deve fronteggiare l’opposizione della UEFA di Aleksander Ceferin, le accuse legate al progetto FIFA Forward Enterprise e un possibile esame sulla sua condotta negli anni trascorsi nel calcio europeo.

Mentre il fronte contrario si compatta, Argentina e Messico confermano il proprio sostegno a Infantino, Africa e Asia sembrano ancora rappresentare un bacino decisivo di consenso e la CONCACAF si divide sulla possibile candidatura a un quarto mandato.

Al centro dello scontro ci sono il futuro della FIFA e la conta dei voti in vista delle elezioni della primavera 2027.

L’attacco di Luis Figo a Gianni Infantino

“Se ne deve andare. Adesso”. Luis Figo ha scelto le parole più dure per descrivere la crisi della FIFA e chiedere la fine della presidenza di Gianni Infantino. L’ex Pallone d’Oro, oggi consulente UEFA, ha attaccato frontalmente il presidente della Federazione internazionale in un intervento pubblicato dal Daily Mail, definendo il progetto FIFA Forward Enterprise il comportamento «più basso, più ingannevole e più meschinamente dettato dall’interesse personale» che abbia mai visto.

Figo ha accusato Infantino di aver ingannato e di aver cercato di arricchirsi a spese del calcio che avrebbe dovuto servire. Un attacco personale durissimo, che fotografa il livello raggiunto dallo scontro. Eppure, mentre fuori dalla FIFA cresce la pressione, è dentro l’organizzazione che Infantino continua a mantenere il controllo.

La FIFA si compatta attorno a Infantino

Lo si è capito a Rabat. Dopo il ritiro del progetto FIFA Forward Enterprise, il Consiglio FIFA ha ribadito il proprio pieno sostegno al presidente. L’iniziativa prevedeva la creazione di una nuova società nella quale far confluire i diritti commerciali delle principali competizioni FIFA, con l’apertura del capitale a investitori privati.

Le contestazioni hanno riguardato il contenuto e il metodo: un progetto di questa portata avrebbe richiesto un coinvolgimento maggiore dei principali dirigenti dell’organizzazione.

A Rabat, in Marocco, il vertice FIFA si è compattato attorno a Infantino. Il Consiglio FIFA è il principale organo decisionale della Federazione ed è composto da 37 membri eletti dalle sei confederazioni continentali. Non può rimuovere direttamente il presidente, ma il suo sostegno rappresenta un elemento decisivo negli equilibri.

Significativa la posizione del segretario generale Mattias Grafstrom, che aveva definito la vicenda una “triste e deplorevole serie di eventi”: a Rabat ha firmato con Infantino una lettera inviata alle 211 federazioni affiliate nella quale vengono riconosciuti gli errori nella gestione della vicenda, presentate le scuse e annunciata una revisione delle procedure interne.

La crisi d’immagine non è ancora una crisi di potere. Infantino resta al comando, ma il fronte esterno che lo contesta ha iniziato a compattarsi.

L’indiscrezione del Telegraph: UEFA pronta ad aprire un’indagine

La UEFA ha dichiarato di aver perso fiducia nel presidente FIFA e ha invitato le federazioni affiliate a ritirare il sostegno alla sua ricandidatura. Alcune, tra cui Inghilterra, Galles, Serbia, Grecia e Svezia, lo hanno già fatto.

Secondo il Telegraph, la UEFA starebbe valutando l’apertura di un’indagine sulla condotta di Infantino nei sedici anni trascorsi all’interno dell’organizzazione per chiarire, tra le altre cose, le modalità di alcuni pagamenti effettuati a una donna indicata come presunta amante del presidente della FIFA e verificare se la relazione abbia avuto conseguenze sulle decisioni del personale quando Infantino era segretario generale.

La FIFA celebra Infantino con un comunicato

Di fronte alle nuove accuse, la FIFA ha reagito difendendo con fermezza il presidente e il suo mandato. In un lungo comunicato, ha denunciato uno “sforzo concertato e continuo” per indebolire Infantino e l’organizzazione, respingendo accuse e ricostruzioni che ritiene prive di fondamento. La Federazione ha ribadito che non sosterrà né tollererà alcun processo relativo all’elezione del presidente che sia contrario allo Statuto e alle procedure democratiche.

Infantino, sottolinea la Federazione, è stato “eletto democraticamente” dalle 211 federazioni affiliate e continua a esercitare il proprio mandato. La FIFA rivendica inoltre gli oltre trent’anni di attività professionale di Infantino nel calcio europeo e mondiale e sostiene che il dissenso sulle sue politiche non possa diventare un pretesto per mettere in discussione il mandato ricevuto.

Argentina e Messico si schierano con Infantino

A difesa del presidente si sono schierate anche Argentina e Messico. L’AFA ha elogiato il lavoro svolto da Infantino negli ultimi dieci anni e sottolineato l’importanza di una gestione “chiara, stabile e trasparente”, riconoscendo la decisione di ritirare il progetto Forward Enterprise e le scuse rivolte alle federazioni affiliate. La posizione argentina ha un peso particolare per il ruolo dell’AFA all’interno della Conmebol.

Sulla stessa linea la Federazione messicana, che ha confermato la propria fiducia a Infantino. La FMF ha inoltre chiarito che non riconoscerà eventuali processi avviati al di fuori del quadro istituzionale della FIFA.

Il fronte internazionale, quindi, è tutt’altro che compatto. CONMEBOL e CAF hanno manifestato sostegno a Infantino, mentre la CONCACAF appare divisa. Da una parte la pressione della UEFA e delle federazioni che hanno ritirato il proprio appoggio; dall’altra il blocco di associazioni che continua a difendere il presidente e il suo operato.

La partita per il futuro della FIFA si sposta sui numeri

Infantino, però, continua a contare sui propri alleati. Il presidente ha rilanciato i messaggi di sostegno arrivati da diverse federazioni, tra cui Filippine, Mongolia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Libano, Bhutan e Sri Lanka.

Nel sistema FIFA ogni federazione nazionale dispone di un voto al Congresso, indipendentemente dal proprio peso sportivo o commerciale. È su questa rete di consenso internazionale che Infantino ha costruito gran parte della propria forza politica.

Gli eventuali sfidanti avranno tempo fino a novembre per formalizzare una candidatura alternativa in vista delle elezioni della prossima primavera. Tra i nomi più ricorrenti c’è quello del presidente della CONCACAF, Victor Montagliani.

Per gli oppositori, UEFA in primis, comincia la partita più difficile: quella dei numeri. È una rincorsa complicata: lo sa Ceferin, lo sa Infantino.

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