Prove di disgelo tra il club viola e il leggendario ex capitano che con la squadra della sua vita ha avuto tanti screzi dopo aver smesso:
Il Cagliari aveva Riva, L’Inter aveva Facchetti, il Milan aveva Baresi ma un po’ tutti i club – anche quelli minori – hanno avuto ed hanno le loro bandiere. Giocatori-simbolo amati dalle folle che, soprattutto fino al nuovo millennio, si legavano anche per decenni alla stessa squadra, rinunciando magari a offerte ricchissime pur di non tradire una città e una squadra. Eppure se per alcuni c’è stata riconoscenza eterna ed anche un ruolo in società (si pensi al vicepresidente dell’Inter Zanetti che ha rilevato il ruolo che fu di Facchetti), per tanti campioni il rapporto con il club della propria vita è stato conflittuale. E uno degli ultimi esempi è Giancarlo Antognoni.
Antognoni, una vita per la Fiorentina
Il ragazzo che giocava guardando le stelle – come lo battezzò Sandro Ciotti – ha giocato con la maglia viola per 15 anni, fino al 1985, e per i tifosi è sempre stato il capitano, l’unico 10 o semplicemente Gianca o Antonio, uno di loro. Un rapporto unico, barattato con successi mai ottenuti. Una coppa Italia e una coppa di Lega italo-inglese gli unici trofei, più un secondo posto che ancora brucia dietro la Juve per un sol punto nell’82, la stagione in cui Antognoni rischiò la vita dopo un terribile scontro in campo con il portiere del Genoa Martina.
Dopo due stagioni in Svizzera, al Lugano, Antognoni tornò a Firenze: “Dal 1990 al 2001 ho fatto un po’ di tutto. – racconterà – Osservatore, team manager e Direttore generale. Il fiore all’ occhiello della mia gestione resta comunque Rui Costa. Lo acquistammo per 7 milioni di dollari dal Benfica”. Ma alla fine volarono gli stracci. E’ rimasta celebre la lite del 2001 con Mario Sconcerti, all’epoca dirigente della Fiorentina, in merito all’allontanamento di Fatih Terim.
Successe tutto in diretta su Canale 10, dove era ospite il compianto giornalista in qualità di ad viola. Il giornalista provò a spiegare la sua verità in merito all’addio del tecnico turco, amatissimo dai tifosi. Sentendosi chiamato in ballo, Antognoni chiamò in diretta per replicare. Volarono gli stracci, si sentiva la moglie di Antognoni in sottofondo che diceva “e gli rispondi pure?”, una diatriba violenta e al termine del battibecco scattò la frase di Sconcerti che è rimasta storica: “Ma tu – disse rivolgendosi alla bandiera viola – cosa hai dato alla Fiorentina?”. Secca la replica di Antognoni: “Non so cosa abbia dato tu alla Fiorentina, io invece ho dato tutto”. Una lite furiosa che portò all’addio dell’ex numero 10.
L’ultima lite con la Fiorentina
Lo accolse la Figc, per cui dal 1 ottobre 2005 ha lavorato come Coordinatore degli osservatori delle Nazionali giovanili e successivamente (carica che ricopre tutt’ora), dal 6 agosto 2015, come Capo delegazione dell’Italia Under 21 ma in mezzo c’è un’altra burrascosa parentesi in viola, prima con compiti di rappresentanza, poi come team manager ma nel luglio 2021 è arrivato un altro addio turbolento dopo delle discussioni con Commisso.
“Commisso ha più soldi di me, ma avere più soldi non giustifica certi comportamenti – disse Antognoni – Quante volte il presidente statunitense ha detto che era rimasto deluso dal fatto che Chiesa se n’era andato alla Juve senza salutare? Ha fatto lo stesso grave errore con me. Barone? Con lui, zero possibilità di discussione, prendere o lasciare tant’è vero che, già prima di rivedere Joe Barone, mi avevano invitato a sgomberare l’ufficio. In cinquant’anni di calcio non ho mai visto una cosa del genere. Mi hanno detto che, secondo loro, io sono più adatto al seguire il settore giovanile ma io avevo capito l’antifona sin da quel primo incontro con lo stesso Joe Barone, convocato per parlare del mio futuro nella Fiorentina. Un incontro terrificante, di inaudita freddezza. Mi ha detto: ‘Ti tolgo la prima squadra, ti riduco l’ingaggio, ti mando al settore giovanile’…”.
La lettera di Commisso
Da quel giorno, nonostante Barone e Commisso non ci siano più, non è mai tornata la pace tra Giancarlo e la Fiorentina. Ieri però ci sono stati segnali di disgelo: il presidente Giuseppe B. Commisso, in vista del suo prossimo arrivo a Firenze e, in particolare, delle celebrazioni per il 100° Anniversario della Fiorentina. ha annunciato un’iniziativa importante per tentare di ricucire il rapporto. In una nota il patron viola scrive: “In questa storia, c’è un nome che appartiene a tutti noi: Giancarlo Antognoni. Giancarlo non è semplicemente un grande campione della Fiorentina. Giancarlo è la Fiorentina. È Firenze. È la maglia Viola. È il giocatore più iconico di sempre ad aver indossato la maglia numero 10 della Fiorentina.
È talento, eleganza e fedeltà a un solo colore. È l’amore di un uomo che ha dato alla Fiorentina qualcosa che non può essere misurato soltanto in presenze, gol o trofei. Un Campione del Mondo che ha portato la Fiorentina nel cuore ovunque sia andato. È per questo che lo voglio con tutti noi. Lo vogliamo con tutti noi. Giancarlo è parte di tutti noi. Il 29 agosto, in occasione della celebrazione del 100° Anniversario del Club, ci saranno molti momenti emozionanti e spettacolari che renderanno omaggio alla storia della Fiorentina, ma c’è un momento che abbiamo voluto porre al centro della serata: in onore di Giancarlo Antognoni e del suo posto unico nella storia della Fiorentina, ritireremo la maglia numero 10 esclusivamente per la stagione 2026/27 del 100° Anniversario della Fiorentina”. La palla ora passa a lui ma è difficile che il cuore non abbia la meglio sul centro istintivo. Firenze deve riabbracciare il suo capitano. Antognoni è il Baresi della Fiorentina, non si può cancellare per una lite.
Le storie di Totti e Del Piero
Però quant’è dura la vita delle bandiere: a Napoli Antonio Juliano ha avuto tanti alti e bassi come dirigente con Ferlaino e in molti si sono dimenticati di lui nella recente festa per i 100 anni del club partenopeo. E che dire di Del Piero? Ogni anno un tormentone sul suo possibile ingresso in società, che sarebbe accolto con entusiasmo da tutti i tifosi, e ogni anno non si fa mai. E Totti? Quasi la stessa storia, con qualche analogia anche con il caso-Antognoni. E’ proprio vero, di Baresi ce n’è uno.

