Ceferin sceglie la Supercoppa per il contrattacco

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Il presidente FIFA è sempre più isolato: ora cala anche il gelo con Trump? La UEFA coglie l’occasione e Ceferin prepara il piano per cambiare gli equilibri del calcio mondiale

Gianni Infantino è sempre più all’angolo. La poltrona del presidente della FIFA traballa come mai prima d’ora e l’ultimo colpo potrebbe arrivare proprio da quello che, fino a pochi giorni fa, sembrava essere il suo alleato più prezioso: Donald Trump. Dopo aver contribuito a incrinare l’immagine del numero uno del calcio mondiale, il tycoon – secondo quanto riferito dagli Stati Uniti – avrebbe preso le distanze da Infantino nel momento più delicato. Intanto la UEFA, che ha ormai aperto il fronte dello scontro con la FIFA, prepara la sua contromossa. Per Aleksander Ceferin la Supercoppa Europea può rappresentare il passaggio decisivo: vi spieghiamo perché l’appuntamento di agosto segna un punto di svolta.

Come Trump ha cambiato il destino di Infantino alla FIFA

Infantino ha commesso un errore mastodontico: pensare che stringere un’alleanza con Trump gli avrebbe consegnato le chiavi del potere. Invece il rapporto – o l’amicizia, se così può essere definita – con l’inquilino della Casa Bianca si è trasformato in un clamoroso boomerang, in un vero e proprio autogol. Quello che è successo negli ultimi mesi è ormai storia e ha fatto storcere il naso a molti. Innanzitutto la sede statunitense della FIFA è stata trasferita alla Trump Tower. Poi l’assegnazione – lo scorso dicembre – del primo Premio FIFA per la Pace al presidente degli Stati Uniti: di fatto, un riconoscimento cucito su misura, pensato e confezionato per celebrare The Donald, arrivato appena due mesi prima delle operazioni militari in Iran.

E ancora, il caso Balogun, con il cartellino rosso sospeso dopo la telefonata del tycoon per permettere all’attaccante della nazionale USA di scendere in campo nella sfida degli ottavi contro il Belgio. Ha fatto discutere anche l’americanizzazione dei Mondiali, con l’introduzione delle hydration break trasformate in pause pubblicitarie e lo spettacolo dell’intervallo della finale allungato fino a 27 minuti.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la possibilità di aprire i diritti commerciali della Coppa del Mondo agli investitori privati, un progetto che coinvolgeva anche il presidente del fondo Thrive Eternal Joshua Kushner, fratello minore del genero di Trump e figlio dell’ambasciatore statunitense in Francia.

Infantino perde il sostegno di Trump e resta sempre più isolato

Come rivelato dal New York Post, Infantino avrebbe provato a rivolgersi proprio a Trump nel momento più difficile della sua presidenza alla FIFA, a pochi mesi dalle elezioni di marzo che potrebbero sancire la fine della sua era. Il dirigente italo-svizzero sarebbe infatti alla ricerca di “alleati influenti che lo sostengano pubblicamente” ed è per questo motivo che, davanti alla mancata risposta della Casa Bianca, avrebbe tentato di aprire un canale anche con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Il vicesegretario Dylan Johnson si è affrettato a smentire l’esistenza di incontri o telefonate in programma tra i due, mentre l’ufficio stampa della Casa Bianca ha preferito non rispondere alla domanda posta dall’Équipe: Trump sostiene ancora Infantino nel suo ruolo di presidente della FIFA? Dopo le diverse apparizioni del numero uno del calcio mondiale allo Studio Ovale e dopo la recente proposta del presidente degli Stati Uniti di indicare proprio Infantino per la segreteria generale dell’ONU, è calato il silenzio. Un silenzio che, per il padrone del calcio mondiale, rappresenta un segnale tutt’altro che rassicurante.

Ceferin sfida la FIFA: la Supercoppa diventa il punto di svolta

C’è una data da cerchiare in rosso sul calendario: mercoledì 12 agosto, quando a Salisburgo PSG e Aston Villa si affronteranno per la Supercoppa Europea. In Austria, però, non si giocherà soltanto per il primo trofeo della stagione: mentre i vincitori di Champions ed Europa League si contenderanno la coppa, Ceferin getterà le basi per lanciare la sua offensiva.

A rivelarlo è RMC Sport: complice la presenza di Nasser Al-Khelaifi, il presidente della UEFA guiderà una serie di incontri e discussioni sul futuro del calcio mondiale. L’obiettivo è mettere sempre più pressione su Infantino, arrivando a spingerlo verso le dimissioni attraverso una feroce campagna di opposizione già partita dal caso Balogun, o quanto meno preparare il terreno in vista delle elezioni di marzo, che potrebbero vedere proprio Al-Khelaifi candidato alla presidenza. Al momento il presidente del Paris Saint-Germain e dell’European Football Clubs (ex ECA) non sarebbe intenzionato a scendere in campo, ma il rapporto sempre più solido con Ceferin potrebbe presto fargli cambiare idea.

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